Articoli del 2020 · Cina · Dal Mondo · Geopolitica

USA: esercitazione d’invasione contro la Cina, lo rivelerebbe una divisa.

Nel mese di Settembre l’Esercito degli Stati Uniti d’America ha effettuato un’esercitazione su larga scala sulle coste della California, simulando un‘invasione per via marittima con l’ausilio di droni.

L’emblema utilizzato per l’esercitazione, come possiamo vedere dalle patch sulle uniformi, raffigura la Cina in rosso con sovrapposto un drone MQ-9 Reaper.

La rivista statunitense Air Force ha riferito che l’addestramento è pensato principalmente per l’area del Pacifico, coinvolgendo la Terza Flotta della Marina degli Stati Uniti e l’utilizzo di droni, portaerei, sottomarini, navi, aerei da trasporto C-130, personale speciale di guerra e Marine Corps.
“È una dimostrazione della nostra capacità di spostare rapidamente l’MQ-9 ovunque nel mondo, in luoghi sconosciuti, e mostrare le capacità di portata operativa dell’MQ-9”, ha commentato il tenente colonnello Brian Davis, comandante dello squadrone d’attacco degli Stati Uniti.

L’utilizzo di una mappa della Cina per rappresentare l’esercitazione di un’invasione è un chiaro messaggio provocatorio rivolto al paese asiatico, provocazione che non è passata inosservata.
Il Global Times di Pechino scrive:
“Washington sta intensificando i preparativi per la guerra contro la Cina e questo tipo di drone, che ha partecipato a omicidi e altri attacchi in tutto il mondo, giocherà un ruolo in questo, segnale strategico inviato dall’esercizio.
(…)
Questo è per suscitare ostilità tra i due paesi, ed è anche una minaccia alla Cina. L’uso di una tale fascia sul braccio con una mappa cinese stimolerà l’immaginazione delle persone e creerà un’immagine della Cina e degli Stati Uniti che vanno in guerra.

Militari statunitensi con la patch dell’esercitazione sul braccio.

Ricordiamo che ormai da anni la Cina è vittima di provocazioni da parte degli Stati Uniti, non solo commerciali e politiche (questione dazi, 5G, Huawei, TikTok, fake news sulla regione dello Xinjiang, sostegno ai separatisti di Hong Kong), ma anche militari: gli Stati Uniti violano le acque territoriali del Mar Cinese Meridionale da lungo tempo, continuamente denunciato in sedi internazionali dalla Cina, oppure l’innalzamento delle tensioni sul confine indo-cinese in cui giocano un ruolo istigatorio sull’alleato indiano.

Volantini di propaganda anti-cinese prodotti dalla “Bannon WarRoom” di Steve Bannon (arrestato per frode, ex stratega della linea politica di Donald Trump), distribuiti in Europa ed Australia. All’interno, fake news riguardanti la creazione del virus in laboratorio, citando come prova una ricerca della dottoressa Li-Meng Yan di Hong Kong, rivelatasi inattendibile e smentita dalla stessa HK University.

L’ultima osservazione fatta dal Global Times è significativa; oltre alle già citate provocazioni è in atto una studiata campagna di denigrazione e disinformazione sull’operato cinese mirato alla futura accettazione di un inevitabile” scontro di forza tra le due superpotenze.

Pochi giorni fa il Presidente Xi Jinping, durante un colloquio in videoconferenza con il Segretario Generale dell’ONU António Guterres, ha ribadito che la Cina non avvierà mai un confronto ideologico, non proporrà mai il decoupling (lo sganciare i paesi occidentali dagli USA, ndr), né perseguirà l’egemonia mondiale. Quello che le autorità cinesi maggiormente vogliono è far vivere una vita migliore agli 1,4 miliardi di loro concittadini e dare un maggiore contributo all’umanità. Tuttavia, la Cina non rimarrà a guardare mentre la sua sovranità statale, la dignità nazionale e lo spazio di sviluppo del Paese vengono danneggiati, ma salvaguarderà in maniera risoluta i propri diritti e interessi legittimi, mantenendo l’equità e la giustizia internazionali.”

Ora, immaginiamo se durante una simulazione d’assalto l’Esercito cinese utilizzasse un emblema con raffigurati gli Stati Uniti d’America, come titolerebbero la notizia i nostri media e come reagirebbe l’occidente?

Quando la situazione volgerà ad un punto di non ritorno, cerchiamo di ricordare e tenere bene a mente chi ha sempre cercato lo scontro e la provocazione e chi l’ha sempre evitata ricorrendo alla cooperazione.

LINK:
Does this US military uniform suggest it is preparing for war with China?
Xi Jinping: la Cina non ha mai ambito all’egemonia mondiale, ma salvaguarderà risolutamente i propri diritti e interessi legittimi


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