Articoli del 2020 · Dal Mondo · Geopolitica

“Movimento per il Socialismo” torna a vincere in Bolivia dopo il golpe. Ma per quanto?

Evo Morales dopo la vittoria elettorale del 2019.

Poco meno di un anno fa, Evo Morales è stato costretto a fuggire dal paese che l’aveva democraticamente eletto, la Bolivia, sulla base di accuse tutt’oggi infondate.
Come in ogni golpe a stampo occidentale, la sceneggiatura rimane la stessa: il “riconoscimento internazionale” (in realtà dei soli paesi del blocco liberista filo-americano) del fantoccio di turno, spesso mai visto ne sentito. Così si giustifica un anno di presidenza ad interim di Jeanine Áñez.

Oggi, il partito di Evo Morales Movimento per il Socialismo torna a vincere le elezioni con un 52,4% (candidato Luis Arce), a dimostrazione della reale volontà popolare e democratica del paese, rafforzata da un anno di golpe nemmeno troppo mascherato, se ci basiamo sui tweet di Elon Musk in cui ammette apertamente l’intromissione statunitense, motivata dagli enormi interessi economici legati ai giacimenti di litio (materiale primario per la fabbricazione di batterie d’ultima generazione) con conseguente botta e risposta di Evo Morales direttamente sul social.

Luis Arce

Per oggi si può festeggiare, ma per quanto?
L’America Latina, che agli inizi del 2000 era riuscita con enorme difficoltà a smarcarsi dall’imperialismo statunitense, è ricaduta in un vortice di golpismo che ha cancellato in pochissimo tempo gli sforzi compiuti in materia di giustizia sociale, redistribuzione, sanità, istruzione ed ecologismo. Conquiste che sono state possibili grazie alla nazionalizzazione e ad un utilizzo sociale delle enormi risorse naturali che ogni paese sudamericano dispone, da sempre appannaggio dei trust statunitensi e su cui, purtroppo, sono tornati alla predazione.

Come introdotto, cambiano la geografia e gli attori, ma il copione è sempre lo stesso: Brasile, Bolsonaro, Venezuela, Guaidò, Nicaragua, Ucraina, Bielorussia, Hong Kong…
Ciò che è necessario è il mantenere sempre una voce critica sulle continue, ripetute, reiterate azioni dell’imperialismo: troppo spesso gli ambienti che dovrebbero combattere e denunciare, li troviamo allineati esattamente sulle stesse posizioni del golpista liberale.

In questo caso facciamo, umilmente, un passo indietro e torniamo alle basi: senza il riconoscere le forme più palesi dell’imperialismo, qualsiasi discorso legato ai più svariati temi per “un mondo migliore”, divengono sterili; non ci sarà opposizione, ma pericolosa omologazione vestita da “alternativa“.
Senza fare nomi, è molto facile capire a che ambienti e a che tipologia di persone facciamo riferimento.

Mai come ora ogni concetto, dall’ecologismo ai diritti civili (sempre annosa questione), senza una solida base di antiliberismo (o anticapitalismo, fate voi) votato alla giustizia sociale, sarà CONTROPRODUCENTE e FUNZIONALE AL SISTEMA STESSO.

Evitiamo di cadere in paradossali cortocircuiti mentali, dettati dal piatto pensiero liberale, ormai tentacolare.

PS: tanti auguri a Elon Musk, che vede le azioni di Tesla a un -2% giornaliero da 3 giorni, guarda caso, dalla diffusione delle proiezioni elettorali boliviane.

La risposta di Elon Musk all’accusa di golpe nei confronti di Morales: “faremo un golpe a chiunque vogliamo! Accettalo!”

RIPRODUZIONE RISERVATA.
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