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Manifestazione di Forza Nuova. Il teatrino delle 4 miccette.

Questa la situazione alle 23:45 di ieri, Piazza del Popolo.
Oltre a un’immagine grandangolare, anche una stretta per rigor di cronaca.

I 200 partecipanti comunicati dagli organi di stampa rappresentano un numero anche troppo generoso, erano di più quelli nelle vie limitrofe a fare da “vedetta” che quelli in piazza.
La maggior parte (se non totalità) dei manifestanti provenivano dall’ambiente ultrà, purtroppo sovrapponibile a quello dell’estrema destra.

Come accade ogni anno per l’anniversario della Lazio a poche centinaia di metri, a Piazza della Libertà, sono state accese 4 miccette per far parlare al TG di un partito, Forza Nuova, praticamente irrilevante, con conseguente video che mostra solo il parapiglia finale e non la noia mortale che ha seguito il prima.

Dare spazio a questo teatrino è fare il loro gioco. Ed è stato fatto…

Non paragoniamolo a Napoli, nemmeno per un momento, ma teniamo a mente che determinati soggetti sono sempre lì, pronti a cavalcare un malcontento che esploderà in maniera violenta a breve.

Teniamoci pronti, prima e sempre ideologicamente.

“Trascurare e peggio disprezzare i movimenti così detti “spontanei”, cioè rinunziare a dar loro una direzione consapevole, ad elevarli ad un piano superiore inserendoli nella politica, può avere spesso conseguenze molto serie e gravi. Avviene quasi sempre che a un movimento “spontaneo” delle classi subalterne si accompagna un movimento reazionario della destra della classe dominante, per motivi concomitanti: una crisi economica, per esempio, determina malcontento nelle classi subalterne e movimenti spontanei di massa da una parte. Dall’altra parte determina complotti dei gruppi reazionari che approfittano dell’indebolimento obbiettivo del governo per tentare dei colpi di Stato. Tra le cause efficienti di questi colpi di Stato è da porre la rinunzia dei gruppi responsabili a dare una direzione consapevole ai moti spontanei e a farli diventare quindi un fattore politico positivo. “
Antonio Gramsci

Un parallelo non troppo azzardato nell’analisi con la Francia dello scorso anno: 10° settimana di proteste in Francia. Una riflessione sui Gilets Jaunes con Antonio Gramsci e John Reed.

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