Articoli del 2021 · Città di Roma · Letture e Citazioni consigliate · Politica

Lo svuotamento del Primo Maggio con Fedez: una riflessione tra Elio e Pasolini.

Il concerto del Primo Maggio 2021 non prometteva bene fin da subito. Nella giornata simbolo dei lavoratori e operai, una bella pubblicità campeggia sul palco con su scritto “Eni“. Già solo per questo, dovremmo seriamente vagliare l’opzione di non farlo più questo concerto morente da decenni, o comunque cambiargli nome.

Tra i motivi per cui la sinistra è inesistente in Italia e continuamente passa da uno schianto all’altro (per quei pochi brandelli atomizzati che ancora la compongono), c’è il non parlare più dei temi fondanti del suo essere sociale, il non smascherare la reazione liberale in ogni sua forma (e andarci pure a braccetto), infine, mitizzare personaggi che tutto rappresentano fuorché modelli positivi, tantomeno di sinistra.

Esempio perfetto? Le reazioni al discorso di Fedez.

Viviamo in un periodo in cui anche gli ultimi miseri diritti sociali che erano rimasti, scampati a 20 anni di berlusconismo e neoliberismo spinto, sono stati polverizzati in nome di crisi continue che hanno sempre gravato sulle spalle dei lavoratori. Siamo tornati, più pesantemente che mai, al massacro degli operai che scioperano fuori dalle fabbriche da parte dei reparti mobili della polizia in pieno stile fascista, all’assassinio continuo degli schiavi che lavorano nei campi come raccoglitori, destino di chiunque tenti di ribellarsi e di fare sponda sindacale.

È il Primo Maggio… Almeno oggi, solo oggi, potremmo parlare, denunciare sui temi dei diritti sociali?
Sui temi del lavoro?
Sui temi degli operai e dei lavoratori?
Sul tema degli sfruttati?
Dei milioni di disoccupati asfaltati da una gestione predatoria e liberista di una pandemia?

E cosa leggiamo, anche da chi purtroppo pensa di essere di sinistra? Una osannazione esaltata di Fedez, che ha pronunciato il solito discorso dirittocivilista che non sposterà una virgola sui temi e problemi che realmente vanno a toccare e minare il sistema neoliberista (dato che di sistema ha parlato nella sua presunta censura).

E ribadiamo il personaggio, FEDEZ, colui che rappresenta più di tutti l’emblema del degrado culturale occidentale, cioè l’influencer (perché tutto fa, tranne che cantare), inoltre, testimonial di punta Amazon sul palco della Festa dei Lavoratori. Un paradosso sul paradosso.

Questa, sarà l’ennesima “buttata in caciara” che tanto ci farà parlare, tanto ci impegnerà, tanto ci distoglierà. Il liberismo e liberalismo da sempre funzionano così: tanta attenzione, dibattito ed energia sul diritto civile, per annullare la forza delle lotte sui diritti sociali.
Tanto, per il capitale, il diritto civile non costa nulla…

Mai come ora, in questo periodo storico, stiamo cadendo in tale trappola.

Detto questo, accompagniamo la riflessione a un altro atto di censura, questa volta vero, ben più grave e molto meno scenografico, al Concerto del Primo Maggio ’91, ai danni dei Elio e le storie tese, quando erano ancora gagliardi e non marchettari di Amazon.

PER IL VIDEO

Aggiungiamo alcune frasi di Pier Paolo Pasolini, tratte dall’intervento al Congresso del Partito Radicale del Novembre 1975, pubblicato postumo, in cui profetizza il futuro ruolo degli intellettuali “progressisti”, completamenti assorbiti e funzionali al sistema borghese della civiltà dei consumi (da cui distingue nettamente il ruolo del marxismo e comunismo, non cadiamo nella trappola mainstream del “fascismo degli antifascisti“, una delle peggiori mistificazioni di Pasolini), su cui aggancia proprio il tema dei diritti civili, che definisce falsa tolleranza, annullando ogni speranza di alterità.

Pier Paolo Pasolini:

L’apostolato dei giovani estremisti di estrazione borghese – l’apostolato in favore della coscienza dei diritti e della volontà di realizzarli – altro non è che la rabbia inconscia del borghese povero contro il borghese ricco, del borghese giovane contro il borghese vecchio, del borghese impotente contro il borghese potente, del borghese piccolo contro il borghese grande.

È un’inconscia guerra civile dentro l’inferno della coscienza borghese. (Si ricordi bene: sto parlando di estremisti, non di comunisti). Le persone adorabili che non sanno di avere diritti, oppure le persone adorabili che lo sanno ma ci rinunciano – in questa guerra civile mascherata – rivestono una ben nota e antica funzione: quella di essere carne da macello.

Perché è ora di dirlo: i diritti di cui qui sto parlando sono i “diritti civili” che, fuori da un contesto strettamente democratico, come poteva essere un’ideale democrazia puritana in Inghilterra o negli Stati Uniti – oppure laica in Francia – hanno assunto una colorazione classista.

“I bisogni indotti dal vecchio capitalismo erano in fondo molto simili ai bisogni primari. I bisogni invece che il nuovo capitalismo può indurre sono totalmente e perfettamente inutili e artificiali. Ecco perché, attraverso essi, il nuovo capitalismo non si limiterebbe a cambiare storicamente un tipo d’uomo: ma l’umanità stessa. Va aggiunto che il consumismo può creare dei “rapporti sociali” immodificabili, sia creando, nel caso peggiore, al posto del vecchio clerico-fascismo un nuovo tecno-fascismo (che potrebbe comunque realizzarsi solo a patto di chiamarsi anti-fascismo); sia, com’è ormai più probabile, creando come contesto alla propria ideologia edonistica un contesto di falsa tolleranza e di falso laicismo: di falsa realizzazione, cioè, dei diritti civili. In ambedue i casi lo spazio per una reale alterità rivoluzionaria verrebbe ristretto all’utopia o al ricordo: riducendo quindi la funzione dei partiti marxisti ad una funzione socialdemocratica, sia pure, dal punto di vista storico, completamente nuova”.

Io vi prospetto – in un momento di giusta euforia delle sinistre – quello che per me è il maggiore e peggiore pericolo che attende specialmente noi intellettuali nel prossimo futuro. Una nuova “trahison del clercs”: una nuova accettazione; una nuova adesione; un nuovo cedimento al fatto compiuto; un nuovo regime sia pure ancora soltanto come nuova cultura e nuova qualità di vita.

Ora, la massa degli intellettuali che ha mutuato da voi, attraverso una marxistizzazione pragmatica di estremisti, la lotta per i diritti civili rendendola così nel proprio codice progressista, o conformismo di sinistra, altro non fa che il gioco del potere: tanto più un intellettuale progressista è fanaticamente convinto della bontà del proprio contributo alla realizzazione dei diritti civili, tanto più, in sostanza, egli accetta la funzione socialdemocratica che il potere gli impone abrogando, attraverso la realizzazione falsificata e totalizzante dei diritti civili, ogni reale alterità. Dunque tale potere si accinge di fatto ad assumere gli intellettuali progressisti come propri chierici. Ed essi hanno già dato a tale invisibile potere una invisibile adesione intascando una invisibile tessera”.

estratti da:
– intervento al Congresso del Partito Radicale del Novembre 1975, pubblicato postumo.

Noi ci troviamo alle origini di quella che sarà probabilmente la più brutta epoca della storia dell’uomo: l’epoca dell’alienazione industriale. Lei ne è già una vittima, in quanto il suo giudizio non è libero proprio nell’atto in cui crede di meglio attuare la propria libertà; io sono un’altra vittima in quanto la mia libera espressione viene fatta passare per ‘altra da quella che essa è’. Il mondo si incammina per una strada orribile: il neocapitalismo illuminato e socialdemocratico, in realtà più duro e feroce che mai.”.

tratto da:
– Vie Nuove, 1962.

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