Articoli del 2020 · Cronaca · Poche righe · Sociologia

La connessione tossica tra arti marziali e fascismo.

Eviteremo di aggiungere foto dei 4 aggressori che hanno ucciso un ragazzo di 21 anni a Colleferro, che poco aggiungono alla narrazione, se non per accompagnare le solite frasette da 4 soldi sconnesse e giustizialiste, come leggiamo da stamane praticamente ovunque su Facebook (tranne che sulla pagina di Salvini, erano troppo poco colorati e con le braccia tese gli aggressori, per degnare la vittima di solidarietà…).

Solleviamo solo brevemente una questione, veramente poco trattata.

Leggendo le informazioni finora trapelate, i 4 erano praticanti di MMA e di estrema destra (o una parte di loro, non è chiaro questo).

Avere determinate competenze marziali, senza alla base una sana mentalità costruita parallelamente dall’insegnante, che ti fa comprendere che quello che stai apprendendo non andrà mai utilizzato in maniera impropria e fuori dalle sedi di allenamento e competizione;
crea MOSTRI.

Mostri perché nel 90% dei casi (e ci teniamo bassi), gli ambienti, gli insegnanti, i “maestri” che insegnano arti marziali, da quelle più marcatamente e unicamente violente, a quelle che hanno una profonda base filosofica non violenta come nelle discipline orientali; sono tutti legati fortemente all’estrema destra.

Chi scrive, ha praticato per 20 anni Karate e trovare ambienti sani, con “Maestri” degni di questo nome, è sempre stata un’impresa.
Maestri che al primo atteggiamento di prevaricazione di qualche soggetto, partiva con un’ammonizione verbale, alla seconda, ti cacciava fuori dal dojo. Maestri che passavano tanto tempo a insegnare tecnica, tanto quanto, seduti, a formare le menti per una gestione corretta dell’appreso.
E così dev’essere… Ma rarissimo, casi quasi unici.

Insegnare determinate nozioni marziali con un’attitudine fascista, con alla base mitizzazione della forza fisica, prevaricazione e annullamento del più debole, è l’origine di tantissime storie tristi che hanno riempito le pagine di cronaca. E accade spessissimo…

E’ assurdo (e significativo) come ancora non si riesca ad affrontare pubblicamente questa connessione tossica e mortale tra fascismo e insegnamento di arti marziali / sport violenti per quello che è, un problema, con relativa assenza di controllo istituzionale. Troviamo ben pochi articoli e reportage su questo (ma segnaliamo, comunque, L’educazione di un fascista, libro di Paolo Berizzi).

Cominciamo a controllare meglio chi, cosa e come s’insegna, perché avere a disposizione un certo tipo di conoscenze marziali, unite a un certo tipo di allenamento e fisicità, contro una qualsiasi persona fuori da questi meccanismi, equivale ad essere armati. E le disgrazie, come accennato, sono continue…

Il Sindaco di Paliano (città del 21enne ucciso) ha commentato ricordando la vittima: “ragazzo nel posto sbagliato, nel momento sbagliato”.
Frase più idiota non poteva pronunciarla.
Quel ragazzo era esattamente dove doveva stare, semmai, erano altri che non dovevano avere competenze marziali del genere, con alla base ideologie del genere.




Aggiornamento dell’8 Settembre tramite la nostra pagina Facebook:

Uno dei familiari degli arrestati per l’omicidio di Willy:
In fin dei conti cos’hanno fatto? Niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario.”

Com’è scritto nell’articolo precedente, molto criticato da fascistelli e leghisti che hanno riversato insulti più del solito; il problema di base di questa storia non è l’MMA, ma il fascismo.
E continuiamo a far finta di niente. Fa finta chi capisce ma ha interesse che il paese prenda una certa direzione, altri sottodimensionano, altri ancora non sanno nemmeno cosa vuol dire la parola stessa e iniziano coi soliti cortocircuiti mentali.

Il fascismo è, e rimane, un crimine.
Purtroppo trent’anni di ripulitura dei criminali e crimini fascisti, riscrittura della storia e imbarbarimento sociale e culturale, ci hanno risbattuto in una società che rende questo un “pensiero accettabile”.

Da decenni, volutamente, di fronte a queste tragedie non si utilizzano MAI i termini corretti.
Si tratta sempre di balordi, di bulli, mele marce… e solo quando ormai sono indifendibili. Se pensate che i membri di Casa Pound (che sono gli stessi in metodi e cervello) furono definiti da un rapporto di polizia “bravi ragazzi”, il problema è struttrale…

Se ricominciamo ad usare i termini corretti, cioè fascisti, è un piccolo passo per comprendere qual e’ la radice del problema.

(Discorso irrealizzabile: nel nostro contesto occidentale liberista, il fascismo suo prodotto, è lo strumento più sicuro per il mantenimento del sistema stesso. Quindi, lo scriviamo giusto per rigor di cronaca).

RIPRODUZIONE RISERVATA.
ARTICOLO SCRITTO PER “IL GIORNALE DEL RICCIO”, VIETATO COPIARNE IL CONTENUTO ANCHE PARZIALE SU ALTRI SITI.
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