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Ahmed al-Mansi, una delle vittime quotidiane di Gaza.

Pochi giorni fa, i video di Ahmed al-Mansi sono diventati virali. Residente nella striscia di Gaza, tentava di rassicurare la sua famiglia durante i bombardamenti israeliani, con parole di conforto e qualche giocattolo comprato al mercato.

Ahmed al-Mansi è stato ucciso nel raid notturno di sabato.

L’attacco indiscriminato di obiettivi civili da parte israeliana è una palese violazione dei diritti umani, che si aggiunge alla lunga storia di genocidio nei confronti del popolo palestinese, sotto occupazione da oltre 70 anni.

Le violazioni dei diritti umani e i genocidi riescono a smuovono le coscienze occidentali a intermittenza. Quando si tratta di un paese allineato a commetterli, cala il silenzio o l’approvazione, nel caso di paesi non allineati al blocco liberista, si arriva addirittura all’invenzione contro ogni razionale prova e documento (il riferimento alle accuse infondate contro la Cina sullo Xinjiang è totalmente voluto).

Pensiamo un attimo a quei bambini e ragazzi, qui visibili in un momento d’intimità familiare spezzata da un bombardamento, distrutti poi da un lutto devastante come quello della perdita di un genitore: la soluzione di forza d’Israele porterà alla ricerca di un compromesso o alla radicalizzazione?
La domanda è puramente retorica.

Con le parole di Ely Sok, capo missione di Medici Senza Frontiere: “In queste ore, sotto le bombe israeliane, si stanno costruendo le prossime generazioni di Hamas. Quando cresci con questo – vedi i tuoi genitori morire sotto le bombe, la tua casa distrutta – c’è solo spazio per la rabbia”.

Attualmente, si contano 220 morti palestinesi (tra cui 63 bambini) e 12 israeliani (di cui 2 bambini).
Ricordiamo che l’attuale escalation di violenza militare è nata dagli sfratti eseguiti in maniera illegale ed arbitraria della polizia israeliana a Gerusalemme Est, luogo in cui la presenza israeliana va contro le risoluzioni del consiglio di sicurezza dell’ONU, rendendola a tutti gli effetti una forza di occupazione che andrebbe immediatamente condannata a livello internazionale per attivare un immediato ritiro.
Se la stessa azione fosse stata eseguita da un paese non allineato all’occidente, le forze militari NATO avrebbero già predisposto l’invasione.


Il video originale è tratto dal canale Youtube di InvictaPalestina
Articolo su Indipendent
Blog di Invicta Palestina

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