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79 anni dalla prima bomba atomica: Sindaco di Hiroshima esclude delegazione israeliana.

Il Giappone, paese reticente al manifestare dissenso e scendere in piazza, sta riscontrando un aumento delle proteste organizzate, presidi e manifestazioni in supporto alla Palestina e contro il genocidio, connettendole alla lotta interna sul crescente militarismo e riarmo giapponese, cancellando decenni di costituzione pacifista.
Il 6 Agosto, per la commemorazione delle vittime della prima bomba atomica, il sindaco di Hiroshima ha preso la decisione di non invitare la delegazione israeliana, ascoltando le rimostranze delle associazioni che manifestavano, nei giorni precedenti, l’inappropriatezza della presenza israeliana dato il genocidio in corso (purtroppo aggiungiamo che non è stata invitata la delegazione russa, il paese simbolo alla lotta al nazifascismo, che in una commemorazione del genere diviene paradossale l’assenza).

Per protesta, la delegazione statunitense (quelli che la bomba l’hanno sganciata ed eseguito il crimine contro l’umanità) e quella inglese non hanno presenziato alla cerimonia, in solidarietà ad Israele.

Ennesimo caso in cui si palesa qual è il problema: non è Israele o Netanyahu, ma il pensiero occidentale stesso (nella massima incarnazione rappresentata dagli Stati Uniti), basato sul vecchio paradigma imperialista per cui si professano i diritti con le parole, ma nei fatti si sostengono i privilegi.
Io posso, tutto e sempre. Tu no.
Anche un genocidio.

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