Articoli del 2020 · Attivismo · Cronaca · Dal Mondo · Geopolitica · Repressione e controllo

George Floyd ucciso negli USA: ultimo anello di una lunga catena. Una nuova Los Angeles ’92?

polizia

Il mondo è di nuovo sconvolto per l’ennesimo assassinio da parte della polizia statunitense. George Floyd, un afroamericano di Minneapolis, è stato soffocato da un agente che applicava la totalità del peso corporeo sul suo collo, nonostante lo si senta espressamente dire nel video “non respiro, non uccidetemi”. Come se non bastasse, i cittadini che assistono alla scena (e filmano) fanno notare, gridando, che la tragedia è prossima, ma rimangono totalmente inascoltati, a loro volta minacciati.
Dagli agenti che applicano il fermo, traspare la più totale indifferenza.
Hannah Arendt la chiamava “banalità del male”.

Quel che abbiamo visto, non è nulla di nuovo.

Uno dei casi più eclatanti rimarrà il pestaggio di Rodney King del 1991. Un tassista, sempre afroamericano, che dopo un inseguimento e fermo per eccesso di velocità, fu circondato da 8 agenti e brutalmente massacrato.
Di questi 8, 4 furono incriminati, ma tutti assolti.

Da questa assoluzione inaccettabile, si scatenò la “Rivolta di Los Angeles” del 1992, dove per 6 giorni la città fu oggetto di proteste e sommosse. La risposta governativa fu la Guardia Nazionale e l’Esercito, lasciando per le strade 63 morti e oltre 2.300 feriti, insieme a 12.000 arrestati.

Guardando al presente, ogni giorno la polizia statunitense uccide in maniera arbitraria quasi 5 persone: nel 2018 sono state uccise 1.810 persone. Gli abusi e pestaggi immotivati, non calcolabili.
George e Rodney hanno avuto la “fortuna” nella sfortuna di avere qualcuno che li registrasse. Della maggior parte, rimangono dati statistici o l’oblio.

Questa non è una stortura, ma una parte identificante del sistema “liberale e democratico” americano, basato su violenza e repressione.
Da sempre…

Seppur in maniera sottodimensionata, i paesi che seguono tale modello e che fanno parte del mondo “libero” occidentale, applicano la stessa medicina, soprattutto negli ultimi 30 anni.

genova
G8 di Genova, 2001.

La più grande sospensione dei diritti dalla 2° Guerra mondiale, fu a Genova; a Barcellona un referendum è stato cancellato col massacro e arresti contro il diritto; la Francia ha lasciato 15 morti e un numero imprecisato a quattro zeri di feriti gravi nelle proteste dei Gilet Gialli.

 

73060413_2784554394922834_7909931691542577152_o
Barcellona, Catalogna.

 

Non possiamo evitare di riflettere e domandarci:
– perché le società occidentali continuano a considerarsi le uniche detentrici dei valori civili e umani, quando questi sono continuamente e sistematicamente mortificati, proprio in occidente?
– p
erché si continuano ad additare gli “altri” paesi per le inezie e ad applicare l’autoassoluzione per le sistematiche repressioni assassine nelle proprie “democrazie”?
– perché ricordiamo con sdegno Tienanmen 1989 (e su questo ci sarebbe molto da scrivere), e non ricordiamo Los Angeles 1992?

La democrazia liberale, nonostante le continue smentite che ci pone, prosegue imperterrita a declamare una superiorità “democratica, civile e morale” che nei fatti, non esiste.

Su questo argomento, pubblicammo un articolo su di una canzone, “They don’t care about us”, un inno contro la repressione scritto da Michael Jackson.
Si parla anche (e soprattutto) di Rodey King e di Los Angeles ’92. Lo riproponiamo.

Che sia inno, ancora oggi.

L’articolo:
“They don’t care about us” di Michael Jackson: l’attualità di una canzone antirepressione.
they[1]

PS: nelle proteste che imperversano da 6 anni ad Hong Kong (fomentate e attuate dall’occidente in funzione destabilizzatrice), nonostante i manifestanti stiano terrorizzando la popolazione civile con linciaggi pubblici, la Cina non ha lasciato nemmeno un morto per le strade; nel 1967, per scioperi relativi alle condizioni di lavoro, gli inglesi (colonizzatori di Hong Kong) ne lasciarono per strada 51.
Questo paragone, insieme ai fatti di Parigi, lo inseriremo SEMPRE, fino ad essere ridondanti.

 

DSC_0110
Manifestazione dei Gilet Gialli, Parigi, 2019.

LINK:

“They don’t care about us” di Michael Jackson: l’attualità di una canzone antirepressione.
La mia fotografia del 2019.
10° settimana di proteste in Francia. Una riflessione sui Gilets Jaunes con Antonio Gramsci e John Reed.
USA: NEL 2018 LA POLIZIA HA UCCISO 1810 PERSONE

kot

ARTICOLO SCRITTO PER “IL GIORNALE DEL RICCIO”, VIETATO COPIARNE IL CONTENUTO ANCHE PARZIALE SU ALTRI SITI.
CHIEDIAMO GENTILMENTE DI CONDIVIDERE DIRETTAMENTE IL LINK DELL’ARTICOLO E DEL RELATIVO FACEBOOK.
GRAZIE PER LA DIFFUSIONE.

Un pensiero riguardo “George Floyd ucciso negli USA: ultimo anello di una lunga catena. Una nuova Los Angeles ’92?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...