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Gli USA primi al mondo per contagi Covid-19. C’è da stupirsi? (AGGIORNATO)

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E’ di poche ore fa la notizia che gli Stati Uniti d’America hanno sorpassato la Cina per numero di contagi da coronavirus. I casi sono quasi 82.000.
In tempi non sospetti, quando il Covid-19 sembrava un problema che la Cina doveva sbrogliare da sola, commentai che “la vera bomba del contagio, saranno gli USA…”.
Nessuna premonizione…
Semplicemente, quando hai un sistema sanitario che per sapere se sono affetto o meno da una nuova malattia, mi costa dai 1500 ai 3200 dollari, applicato su di una popolazione per il 33% costituita da individui sulla soglia di povertà (103 milioni, 1 bambino su 5 soffre la fame) e un numero spaventoso di senza tetto (610.000 ufficiali, ma il dato reale è senza dubbio più alto); significa che devo scegliere se fare il test, o mangiare.
Anche in caso di massimo sospetto.
Per questione puramente economica e di assicurazione, queste persone hanno continuato a circolare.
Non parliamo solo di chi viaggia, ma di tutta la catena di eventuale pericolo.
Adesso, il presidente Trump fa quello che un politico di destra sa fare meglio; dare la colpa all’esterno.
Dice che la Cina ha nascosto il contagio.
Eviterò di elencare quello che gli USA ci hanno nascosto durante la loro breve ma intensa storia, per una questione di tempo…
Sulla trasparenza cinese, penso ci sia poco da aggiungere (o meglio, lo approfondiremo con un articolo). Certo, capisco che la media dell’informazione italiana è sulla scia della Botteri di RaiUno, che non brilla proprio per onestà intellettuale, quindi, comprendo gli eventuali dubbi e disorientamenti.

Ricorderete le parole sprezzanti del presidente americano, che l’America “non è un paese fatto per stare fermo”.

 

Probabile…

 

Ma se le persone che tornavano in massa dalle aree contagiate (parlo anche dalla Cina a inizio contagio) e relative venute in contatto, fossero state messe nella condizione di poter testare la propria salute, oggi, la situazione sarebbe diversa?
Le priorità del sistema statunitense le conosciamo, nemmeno serve dilungarsi.
Basta leggere i criteri che i vari Stati hanno dato ai propri medici per scegliere su chi utilizzare respiratori o meno, con i disabili e i più deboli esclusi a priori.
Oppure il monito del presidente che ha subito chiarito che, nel caso il vaccino esca fuori, cari miei… non c’è per tutti.
E questo non per mancanza di attrezzature o fondi, parliamo degli USA, mica del Mozambico… La scelta è meramente valoriale, e in cima, c’è sempre il profitto e l’utile.
In questo momento, un pensiero va a quel numero immenso e imprecisato di americani che passerà l’ennesima notte in strada e non per colpa loro, come la narrazione liberista gli fa credere.
La stessa strada su cui, attualmente, non si può transitare.
Colpevoli di essere poveri nel paese con l’accumulo di capitali più grande del mondo e, per questo, condannati all’invisibilità.
Tanto in vita quanto in morte.
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PS: un monito per noi.
La nostra sanità, negli ultimi 30 anni, ha seguito la linea della privatizzazione andando sempre più verso il modello americano, sostenuto dai vecchi governi Berlusconi con il famoso “Sistema Lombardia“.
Ecco… i risultati li stiamo vedendo (un ulteriore articolo approfondirà la tematica).
E’ veramente questo il modello di democrazia e sanità a cui tanto aspiriamo?
Marcello Colasanti

Un triste aggiornamento

Come sappiamo, la mortalità del Covid-19 è strettamente legata alle patologie pregresse e all’età avanzata, di fatti, nessun minore era morto per questo nuovo coronavirus.
Purtroppo finora.
La prima morte si registra negli Stati Uniti a Lancaster, vicino Los Angeles, dove un ragazzo di 17 anni si è visto negare il ricovero d’urgenza perché non possedeva l‘assicurazione sanitaria.
Nonostante le gravi condizioni che necessitavano l’immediato soccorso, è stato invitato a dirigersi presso un altro ospedale, l’Antelope Valley. Durante il trasferimento è deceduto per l’aggravarsi delle condizioni, che hanno procurato un arresto cardiaco.
La notizia è stata diffusa dallo stesso Sindaco di Lancaster, R. Rex Parris.

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I dati relativi ai decessi per fascia di età. Analisi sui pazienti di Italia e Cina. (aggiornati al 26/03)

Come scritto in apertura, i soggetti giovani superano la malattia nel 100% dei casi nella fascia di età 0-9 anni e nel 99,8% nella fascia 10-19, comunque, se opportunamente assistiti nei casi più gravi.

La morte del giovane è direttamente collegata al rifiuto da parte della prima struttura sanitaria.
I casi di decesso durante il trasferimento per rifiuto di assistenza sono tristemente noti negli Stati Uniti, dove il concetto di “Emergenza” è collegato primariamente alla condizione economica, piuttosto che alla gravità del paziente.
Michael Moore, nel suo documentario Sicko, aggiunse proprio al riguardo una testimonianza di una persona che, per assurdo, era anche coperta da assicurazione.
Lo riproponiamo in questo video.

La richiesta di aiuto alla Cina

Mentre la situazione si prospetta più grave del previsto per gli USA, il 90% dei sindaci  lamenta una mancanza di mezzi, equipaggiamento e kit per il test.
Finora il Presidente Trump si è limitato a parlare di cifre economiche da stanziare per la crisi e recessione, ma a livello organizzativo è stato fatto ben poco, nonostante il tempo a disposizione per prepararsi a tale scenario, ormai ben chiaro da Gennaio.
Come spesso ci ha abituati, Donald Trump ha inizialmente utilizzato toni molto aggressivi contro la Cina, nominando spesso il “virus cinese” al posto di coronavirus, affermando che “il mondo pagherà un costo altissimo a causa della Cina” e accusando la non trasparenza di Pechino.
Ma in questo momento, il Presidente USA ha “smorzato” i toni dopo la richiesta di una telefonata con il Presidente cinese Xi Jinping, a cui chiede collaborazione e cooperazione per combattere il virus.
Jinping ha risposto, nel corso del colloquio telefonico, anche alle polemiche con: “Sono molto preoccupato per lo sviluppo dell’epidemia negli Stati Uniti. Il popolo cinese spera sinceramente che gli Usa possano frenare la diffusione del virus .
La Cina ha sempre avuto un atteggiamento trasparente e responsabile.
Cina e Stati Uniti dovrebbero unirsi per combattere l’epidemia.  Alcune società e imprese cinesi hanno fornito assistenza umanitaria agli Stati Uniti. La Cina comprende le difficoltà che gli Usa stanno attualmente affrontando ed è pronta a fornire aiuto e supporto”.

Continuando sulla linea dell‘attacco come difesa, ora Trump punta il dito contro le società automobilistiche che, a suo dire, non stanno producendo respiratori, affermando: “Come sempre questa General Motors non sembra mai funzionare.”
Ma intanto, mentre Trump ragiona su chi scaricare colpe o commenti inopportuni, gli stati di California e New York  valutano seriamente la richiesta di un aiuto formale alla Cina, come riportato dal Global Times, per quanto riguarda attrezzature, respiratori ed esperienza medica.

Senzatetto in un parcheggio di Las Vegas

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Come riportato dai più importanti quotidiani statunitensi, i centri di accoglienza per i senza fissa dimora di Las Vegas sono stati chiusi per la diffusione del contagio anche tra i senza tetto.
Ricordando che Las Vegas è tra le città al mondo con il maggior numero di denaro circolante e, attualmente, con le strutture alberghiere ed edifici in larga parte vuoti; la soluzione scelta è stata quella di dislocare i senza tetto sull’asfalto in un parcheggio all’aperto, con spazi delimitati da strisce bianche.
La reazione è stata di sdegno internazionale, confermando ancora una volta quale sia la priorità del sistema statunitense, che vede la proprietà e l’interesse privato in cima alla scala dei valori, anche in tempo di pandemia.

La promessa di Donald Trump di immettere una cifra di 2.000 miliardi di dollari nel mercato per far fronte alla crisi da Coronavirus può sembrare stupefacente, ma il problema principale è: dove andranno?
La risposta la troviamo sempre nei dati storici: durante la recessione del 2008, la Federal Reserve immise nel mercato 7.700 miliardi di dollari. Denaro dato con tassi d’interesse pari allo 0 % non al mercato reale, alla produzione, ai risparmiatori e famiglie entrate in crisi, ma alle stesse banche che avevano generato la recessione.
Come sappiamo, il neoliberismo si nutre di crisi continue, endemiche al sistema stesso, e una crisi pandemica non fa differenza…

FOSSE COMUNI PER I POVERI MORTI DI COVID-19

Ad Hart Island, New York, le “bare” improvvisate per i poveri che non possono permettersi un funerale vengono riposte nelle fosse comuni, come mostrato nelle foto in basso.
New York è la città americana più colpita dal Covid 19, al 10 Aprile conta 9.400 decessi.
Il Sindaco di New York Cuomo ha commentato che è “peggio dell’11 Settembre”.
La notizia delle fosse comuni nel paese più ricco per volumi di capitali del mondo (notizia che arriva temporalmente non molto distante dalla morte di un 17enne senza assicurazione sanitaria e dei senzatetto malati stipati nei parcheggi all’aperto di Las Vegas) ha avuto una risonanza mediatica a dir poco nulla, nonostante la portata della notizia e la potenza delle immagini.
In maniera anche provocatoria (non lo nascondiamo); cosa sarebbe accaduto a livello mediatico se la stessa scena fosse arrivata da Wuhan?

SANITA’ AL COLLASSO E STRAGE DEI SOCIALMENTE ED ECONOMICAMENTE DEBOLI

Gli operatori sanitari statunitensi hanno lamentato fin da subito la totale disorganizzazione e impreparazione per fronteggiare a livello pubblico la pandemia, in particolar modo, i medici e infermieri stanno lavorando in maniera non sicura e inadeguata per la mancanza dei dispositivi di protezione, come possiamo ascoltare dal video preso in esempio. Si aggiunge alla tragedia il trauma psicologico ed emotivo degli operatori che hanno visto crescere in maniera esponenziale i numeri dei morti rimanendo impotenti per mezzi e possibilità.

Si allarga a 25 stati la “selezione” introdotta per prima in Alabama, che nega il respiratore ai malati di Covid-19 che presentano minorazioni fisiche, mentali o malattie croniche.
Il risultato finora riscontrato è che i disabili muoiono con una frequenza 5 volte superiore rispetto agli altri contagiati da coronavirus.
Il problema è che spesso i disabili vivono in strutture in cui le regole di prevenzione e distanziamento sociale sono di difficile applicazione, aumentando considerevolmente le possibilità di contagio.
Attualmente l’amministrazione Trump ha rivolto molta attenzione alla cosiddetta “Fase2”, cioè la riapertura all’economica con la futura nomina di un commissario che diriga il ritorno alla produzione, senza dare troppa rilevanza con i fatti alla bufera in cui sono attualmente immersi, quella della Fase 1.

Link:
Contatore contagi della WHO
Contatore contagi Wordl Meter
La Repubblica – Stati Uniti, i poveri sono un terzo della popolazione, ma non si devono vedere
Avvenire – Usa, «niente respiratori per i disabili». Più di 10 Stati scelgono chi salvare
Avvenire – Usa. Aumenta il numero dei senzatetto. E Trump taglia i sussidi
Sputnik news – Problemi con il capitalismo? Negli USA 1,5 milioni gli studenti senzatetto
Internazionale – Quanti sono i senzatetto negli Stati Uniti
INDEPENDENT – Coronavirus: Teenage boy whose death was linked to COVID-19 turned away from urgent care for not having insurance
10 NEWS – Mayor: Teen who died of possible COVID-19 lacked insurance, which delayed treatment
NBC – Teen whose death may be linked to coronavirus denied care for not having health insurance, mayor says
ITALIA OGGI – Coronavirus, telefonata tra Trump e Xi: Usa e Cina collaboreranno
IL MESSAGGERO – Coronavirus, Stati Uniti oltre i 100 mila contagi, record di morti a New York. Piano da duemila miliardi
CONTROPIANO – California e New York chiedono aiuti sanitari. Alla Cina…
GLOBAL TIMES – Time for China to help US fight against pandemic
RIPRODUZIONE RISERVATA.
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