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L’ipotesi dell’Agenda Setting e i “problemi” mediatizzati.

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Pubblicato il 24 Maggio 2013
  Nelle teorie delle comunicazioni, c’è un’ipotesi denominata “Agenda setting”.
Secondo questa ipotesi, i media evidenziano all’interno della realtà un certo numero di problemi (focalizzazione) fornendo, allo stesso tempo, dei quadri interpretativi mediante i quali recepirli.
Grazie all’azione dei giornali, della Tv e di altri mezzi d’informazione, le persone focalizzeranno la loro attenzione su determinate problematiche e ne eluderanno altre: includeranno o escluderanno dalle proprie conoscenze ciò che è incluso o escluso nel contenuto dei media.

L’immagine della realtà che si crea all’interno della mente, finisce per essere manipolata a livello cognitivo, di organizzazione delle conoscenze.
E’ come se i media creassero una cornice interpretativa non limitandosi a fornire notizie ma enfatizzando su temi, aspetti, problemi. Un dato tema che per le persone non costituiva un problema, e con molta probabilità non avrebbero nemmeno notato, per la focalizzazione e la pedante mediatizzazione, lo diviene.
Si crea quindi un divario tra ciò che conosciamo, perché appreso personalmente, e quello che invece sappiamo tramite i media: si vive la realtà solo attraverso la loro mediazione.
Si parla quindi di distorsione della realtà (nella teoria, si tratta anche di quella involontaria, e va detto per correttezza, che per molti è ritenuta superata).
Questo apre anche una parentesi su cosa sia un “problema”, che è solo una decisione sociale, come dice Donileen R. Loseke:
“ un problema sociale è fabbricato quando il pubblico giudica una questione credibile”.
Quindi, non oggettivamente reale. Ma “credibile”.
Un’identità collettiva, che genera un modo di pensare condiviso, che ne riconoscerà il problema.

Le tematiche più diffuse e che persistono da sempre, sono le rivendicazioni di tipo etnico e razziale, queste perchè sono “a basso costo”, molto semplici da recepire e soddisfacenti, dando un nemico chiaro e visibile.

Tutto questo per riportarvi indietro di 5 anni, alla campagna elettorale fatta da Alemanno; se ben ricordate, i mesi precedenti, tutti i mezzi d’informazione furono costantemente e ripetutamente martellanti sul problema dei campi nomadi, che sicuramente è un problema che va risolto, ma la forte tematizzazione seguì precisamente ciò che l’ipotesi dell’Agenda setting ci spiega.

Molte altre notizie furono, in quel periodo messe da parte, dando risalto anche alle minime cose successe nelle vicinanze dei campi, omettendo volontariamente notizie analoghe ma commesse da altre persone (questo accade praticamente sempre per il discorso dello straniero, che serve per mantenere l’occhio su “quel” problema) .

Nel clima di terrore, la giunta di destra si presentò come la soluzione, grazie (principalmente) a questo vinsero le elezioni.
Cosa accadde dopo? La situazione mediatica sui campi fu ristabilita, dato che non era più necessaria troppa visibilità, ma soprattutto, quello che era stato promesso (infattibile e demagogico) non venne fatto, anzi. Prendendo in giro la cittadinanza, nei campi molto grandi si fecero sgomberare solo piccole parti ben riprese con le telecamere, oppure sgomberi di 4-5 baracche che dopo pochi giorni ritornavano o semplicemente si spostavano di pochi metri (cosa rivendicata anche dai fascisti di Casa Pound, che di certo non sono pro-campi nomadi….).

Per non parlare della sicurezza, fallimento totale della giunta, dove a Roma i reati gravi sono aumentati a dismisura, aumentata la presenza di bande criminali (e non dimentichiamoci che criminali sono stati messi anche dentro il comune come assessori, criminali inteso non come offesa, ma persone realmente condannate per violenze, associazioni criminali e terrorismo), gli omicidi (Roma è risultata la capitale europea con il maggior numero di omicidi negli ultimi 5 anni), nonostante gli sfavillanti dati riportati su tutti i cartelloni, palesemente irreali e che prendono in considerazione solo le denunce per reati minori.

Questo a dimostrazione che la soluzione non ce l’hanno mai avuta e non vogliono averla, perchè conviene così, mantenere uno spauracchio.
Trovare fallimenti in questa giunta comunale è come sparare sulla croce rossa, dal clientelarismo, criminali, fondi spariti nel nulla, monumenti e cultura abbandonati, troppo ci sarebbe, ma i punti che portavo a esaminare erano altri.Tutto ciò per esortare a non cadere nelle trappole dei media, dei “problemi”, che spesso sono creati a tavolino e sempre gli stessi (dai tempi degli egiziani….), si scelse di eleggere una persona che tutti sapevamo chi era, qual’era il suo passato e chi avrebbe portato in comune, ma lo si scelse per avere maggiore “sicurezza” di fronte ad un “problema” che, in quei termini, era stato creato.

Cerchiamo sempre di trovare noi stessi la verità delle cose, è difficile, ma basta leggere un po’ e un po’ di tutto, e toglierci quelle lenti che ci impone l’informazione mediatizzata, per vedere le cose come sono nella realtà, o per lo meno, nella realtà che voi vi siete creati, non quella che vi hanno confezionato.

Togliete queste lenti e non siate cechi, almeno stavolta…

Marcello Colasanti

2 risposte a "L’ipotesi dell’Agenda Setting e i “problemi” mediatizzati."

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