Articoli del 2023 · Conflitto in Ucraina · Dal Mondo · Geopolitica · Russia

Bombe a grappolo all’Ucraina. Oltre l’escalation bellica, cambia qualcosa sul campo?

L’Ucraina ha ricevuto le bombe a grappolo da parte degli Stati Uniti d’America, riferito dallo stesso Pentagono e dal Presidente Joe Biden che ha aggiunto in riferimento alla Russia: “Non c’è alcuna possibilità che vinca la guerra in Ucraina. Ha già perso quella guerra…”.

Questo nuovo invio ci conferma alcuni punti:
– per la gli USA e in senso generico la NATO, la strada diplomatica, l’unica che può portare ad un accenno di pace, non è contemplata. Per motivi già ampiamente discussi anche in questo sito, l’attuale conflitto è lavoro di pianificazione decennale da parte del blocco occidentale, di primaria importanza per la tenuta dello stesso e il mantenimento dei paesi satellite NATO intorno alla nucleo centrale e decisionale rappresentato dagli Stati Uniti: non avrebbe senso strategico abbassare ora le tensioni dopo averle cercate e provocate, anche se queste sono costruite sul macello di una popolazione civile, quella ucraina e russa.
La frase di Biden, poco sopra, è proprio in linea con il concetto espresso.
– allo stesso tempo, l’escalation di rifornimenti bellici sia in quantità che in qualità distruttiva ci conferma che la situazione al fronte è estremamente negativa per l’esercito di Kiev, nonostante gli altisonanti servizi che da un anno e mezzo affollano gli organi d’informazione, che danno ormai imminente la vittoria ucraina e un esercito russo completamente sottodimensionato, se non addirittura allo sbando. Notizie che possiamo ascrivere alla mera “propaganda di guerra“.
Tale escalation avrà nell’immediato un prezzo umano che pagheranno l’Ucraina e le popolazioni russe del Donbass e della Novorossija, nel lungo termine un effetto esponenziale poco prevedibile ma soprattutto controllabile sull’allargamento di tale conflitto, sia sull’uso delle armi messe in gioco che sui territori su cui saranno dirette. Vista da una prospettiva nazionale, come quella italiana, calcolando il numero di basi NATO e USA, il numero mai precisato di testate nucleari sul territori, la partenza dei droni dalle basi di Sigonella, le esercitazioni in Campania, Sicilia, Sardegna, il MUOS di Niscemi… la situazione non è così “rosea” per il Bel Paese (l’attuale governo, sulla carta nazionalista e sciovinista, ha dimostrato una sudditanza al potere americano che va oltre ogni ragionevole istinto di sopravvivenza per il paese).
Anche la dichiarazione a Vilnius (vertice NATO) dell’arrivo degli aerei da combattimento F-16 seguono la linea della provocazione e dell’escalation (inoltre, saranno pilotati da militari NATO non-ucraini assoldati come contractors, dato che l’addestramento a breve termine per tali mezzi sarà impossibile da impartire a membri regolari dell’esercito ucraino, dettaglio trascurato dall’informazione italiana ed eluso dalle dichiarazioni ufficiali NATO).

Ma tornando alle bombe a grappolo, per l’Ucraina, ma soprattutto per gli abitanti del Donbass, la situazione cambia ben poco: l’esercito ucraino le utilizza sulla popolazione civili da ben 9 anni.
Centinaia sono i casi documentati, migliaia i morti.
Senza andare troppo lontano con la memoria (che possiamo tranquillamente far risalire fin dal 2014), inseriamo alcuni articoli dello scorso anno, sia per quanto riguarda gli attacchi che la questione del “diritto internazionale” relativo all’utilizzo di tali armi.


ARTICOLO DEL 2/3/2022:

Sull’uso delle bombe a grappolo e ad implosione, notizia riportata in maniera unilaterale:

Lunedì, l’ambasciatore ucraino negli Stati Uniti, Oksana Markarova, ha accusato la Russia di aver utilizzato una bomba ad implosione nella città ucraina di Okhtyrka. Amnesty International e Human Rights Watch hanno, inoltre, affermato che la Russia ha dispiegato bombe a grappolo vietate per prendere di mira una scuola materna contenente civili. La portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, ha affermato di non poter confermare le informazioni, ma nel caso sarebbe un “crimine di guerra”.

I rapporti che accusano la Russia di utilizzare munizioni a grappolo e ad implosione nel conflitto in Ucraina sono “falsi”, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov: “Le truppe russe non effettuano attacchi alle infrastrutture civili o ai complessi residenziali. Questo è fuori questione. Stiamo parlando solo della smilitarizzazione dell’Ucraina, delle strutture militari”, ha dichiarato Peskov, parlando in una riunione martedì, le truppe russe stanno facendo tutto il possibile per preservare la vita dei civili, limitando gli attacchi agli obbiettivi militari, usando armi di precisione.

Vale la pena ricordare che in un gran numero di casi che lei ha citato, stiamo parlando di attacchi delle stesse unità nazionaliste, che usano i civili come scudi umani” (come confermato da prove presentate in sede ONU), ha aggiunto, rispondendo a una domanda sulle segnalazioni di attacchi a infrastrutture non militari e a centri abitati.

L’esercito russo e le Milizie Popolari di Donetsk e Lugansk hanno segnalato diversi casi in cui battaglioni di volontari ucraini hanno usato artiglieria Grad (bombe a grappolo) contro aree urbane alla presenza di civili, mentre si ritiravano dalle loro posizioni (circolano video sul fuoco aperto dal Battaglione Azov sui cittadini di Mariupol).

Attacchi simili sono stati segnalati in diversi villaggi e città nelle repubbliche del Donbass. Il Ministero della Difesa russo ha accusato l’esercito ucraino e le unità nazionaliste di dispiegare artiglieria e sistemi di mortaio in aree fortemente edificate, per proteggere gli armamenti dagli attacchi russi. Lunedì, il Ministero della Difesa ha accusato l’Ucraina di utilizzare munizioni al fosforo su larga scala nelle aree intorno a Kiev e vicino all’aeroporto di Gostomel.

Leggendo sul sito per la moratoria contro le bombe a grappolo, nessuno dei 3 paesi citati è firmatario:

L’Ucraina ha interrotto le riunioni sulla convenzione dal 2014 in poi, dal dopo golpe, utilizzo accertato nella guerra del Donbass;

Stati Uniti, gli ultimi impieghi in Iraq e Yemen;

Russia, ha sostenuto “preoccupazione per l’impatto umanitario dell’uso arbitrario di munizioni a grappolo”, ma non ha firmato la convenzione perché la ritiene “un cinico tentativo di ripartizionare il mercato delle munizioni a grappolo“. Ultimo utilizzo in operazione congiunta con l’esercito siriano contro l’ISIS.

In foto d’archivio: bombe a grappolo britanniche sganciate in Yemen.

ARTICOLO DEL 15/3/2022: attacco da parte dell’esercito ucraino al centro residenziale di Donetsk con un sistema Tochka-U con testata a grappolo.

ARTICOLO DEL 30/3/2022: una serie di attacchi da parte dell’esercito ucraino nei centri residenziali civili a Donetsk e Belgorod, sempre con sistema Tochka-U con testata a grappolo.

ARTICOLO DEL 9/4/2022: un missile Tochka-U dell’esercito ucraino provoca oltre 50 morti a Kramatorsk. La stampa occidentale attribuisce l’attacco ai russi, ma un servizio di La7 mostra (involontariamente) il numero di serie del missile che, con una facile ricerca sui seriali, ne conferma il possesso da parte dell’esercito ucraino.

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