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Missile al centro di Donetsk, 23 morti. Su TG5 e TG3 si “sposta” a Kiev.

Alle 11:30 del 14 Marzo, un attacco missilistico è stato lanciato al centro residenziale di Donetsk con un sistema Tochka-U con testata a grappolo vietata dal diritto internazionale.

Sebbene intercettato dalla difesa aerea, il missile si è comunque abbattuto sulla città con un bilancio provvisorio di 20 morti e 28 feriti, tra cui bambini, donne e anziani. La rettifica a 23 morti arriverà più tardi da CGTN e Aljazeera.

Il missile era dotato di una testata a grappolo che contiene 50 sottomunizioni a frammentazione del peso di 7,45 kg, ciascuna delle quali contiene 316 frammenti. Un Tochka-U è considerato 10 volte più potente di un Grad BM-21. Una tale testata ha il solo scopo di distruggere veicoli non corazzati e persone situate in aree aperte.

Uno dei primissimi video da parte dei reporter.
ATTENZIONE: immagini che possono disturbare un pubblico sensibile.

L’area colpita non ha obiettivi militari nelle vicinanze ed è la più trafficata di popolazione civile, essendo il centro cittadino tra le vie Universitetskaya e viale Pushkin, vicino al Teatro dell’Opera e la maggior parte dei luoghi pubblici, colpendo nell’orario di maggior affluenza nelle strade.

Il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov ha dichiarato: “l’uso di tali armi in una città dove non ci sono postazioni di fuoco delle forze armate, cioè l’attacco deliberato ai civili, è un crimine di guerra.”

Per diverse ore la notizia non è stata battuta da nessuna testata, nonostante i video e le dichiarazioni di diversi reporter, tra cui l’italiano Giorgio Bianchi. Successivamente sono stati inseriti timidi aggiornamenti che non riferiscono con chiarezza la natura dell’attacco, ma concentrano le poche righe allo scambio di accuse tra le parti, come su Repubblica e Avvenire, citando la sola smentita di Leonid Matyukhin, portavoce militare ucraino: “Si tratta senza dubbio di un missile russo o altra munizione, non ha senso nemmeno parlarne”.

Il secondo video di documentazione dell’attacco di Giorgio Bianchi.

E infatti non ne hanno più parlato, malgrado la traiettoria suggerisca la provenienza e che le immagini dei resti del missile hanno indicato il modello Tochka-U, attualmente in dotazione alle sole forze armate ucraine, la Russia fin dal 2004 li ha progressivamente sostituiti fino alla totale dismissione nel 2020.

Se la notizia ha avuto poco eco sui telegiornali, i video della tragedia hanno avuto più fortuna, spacciati per “attacchi russi a Kiev“.
Il TG5 mostra il Tochka-U di Donetsk come se fosse stato sganciato al centro di Kiev, mentre il TG3 inserisce le immagini di un parente disperato davanti ai morti di Donetsk spacciandolo per “anziano sotto choc a Kiev“.

Le immagini trasmesse dal TG5 spacciate per Kiev, a seguire l’originale di Donetsk.
Il servizio del TG3. L’anziano signore e i morti “che non mostrano” sono di Donetsk.
Non carichiamo l’originale per i contenuti estremamente violenti.

A quanto pare, i morti (veri) di una parte valgono meno di un’altra.

La popolazione civile del Donbass è bombardata non da poche settimane, ma da 8 anni. L’attuale conflitto è iniziato nel 2014.
Gli attacchi dell’esercito ucraino e delle milizie d’estrema destra addestrate dall’occidente (a breve un articolo), hanno privilegiato la popolazione civile con bombardamenti costanti, rapimenti, torture e stupri, accertati da OSCE e Alto commissariato ONU nel 2016. Sebbene la documentazione foto e video non manchi, tanto da essere largamente spacciata per “attacchi russi sui civili” fin dal 24 Febbraio, la guerra del Donbass ha ricevuto una censura totale dai media occidentali, rendendola un conflitto “fantasma” nonostante 14.000 morti civili.
L’informazione bellica ha una sola voce per definizione, senza contraddittorio e controparte è ormai difficile, se non impossibile per il cittadino con mezzi comuni, riuscire ad avere un’opinione che non sia emotiva e univoca.

AGGIORNAMENTO:

Il 16 Marzo La Stampa apre a tutta pagina con la foto dell’attacco sui civili a Donetsk (in apertura sul nostro articolo) da parte dell’esercito ucraino, scrivendo che si tratta di Kiev sotto attacco russo.

La risposta del Prof. Angelo d’Orsi al quotidiano:

“Gentile Direttore,

ho collaborato alla “Stampa” per decenni, e sono stato allontanato, senza una parola, naturalmente, con l’arrivo di Molinari, giunto al giornale a portarvi il suo carico di sionismo e iperatlantismo (e già allora di russofobia).

Avevo sperato che un giornalista proveniente da “la Repubblica” come Lei, avrebbe compiuto uno sforzo di riequilibrare l’orientamento di questa testata a cui sono rimasto legato. Invece no. E i vostri servizi, se così vogliamo chiamarli, sulla guerra in Ucraina, lo dimostrano, in modo avvilente. Ma con la prima pagina di oggi il giornale da Lei diretto ha toccato il fondo della disonestà giornalistica: una immagine relativa alla strage compiuta due giorni fa dalle truppe governative di Kiev ai danni dei civili di Donetsk, viene presentata in modo che il pubblico pensi che siano stati i russi cattivi. Siamo oltre ogni artifizio giornalistico, lo lasci dire a uno che è iscritto all’Ordine dal 1971, e che ha avuto nel 2021 la targa d’argento come veterano del giornalismo piemontese. Uno che è stato allievo di Norberto Bobbio, e oltre ad aver insegnato per più di 40 anni all’Università, ha lavorato per le maggiori testate italiane, e anche qualche testata straniera, pubblicando molte centinaia di articoli.

Mi aspetto che il giornale domani, con lo stesso rilievo faccia una formale autocritica e spieghi, come e quando e da chi ha ricevuto la foto, chi ne sia l’autore, come la foto è giunta a voi (e se avete i diritti di utilizzo), e in quale situazione è stata scattata.

Aggiungo che tutta l’impaginazione, dai titoli dei commenti tutti a senso unico, fino al pezzo che vorrebbe essere sarcastico su Luciano Canfora, e che fa ridere solo chi l’ha scritto, è a di poco inquietante. State spingendoci verso la terza guerra mondiale, consapevolmente o meno. La storia non vi ha proprio insegnato nulla. Che pena.

Segnalerò comunque l’episodio all’Ordine. E smetterò di comprare, ovviamente, il Suo giornale.

Saluti, Angelo d’Orsi”

AGGIORNAMENTO:

Donbass – Distretto Kirovsky di Donetsk, uno dei quartieri-dormitorio più popolati della città, bombardato la mattina del 18 Marzo. I colpi dell’artiglieria sparati da Krasnogorovka (controllato dai militari ucraini) hanno colpito una delle palazzine, 4 i civili uccisi (tutte donne).

Nessun media occidentale ha riportato la notizia, nonostante la certezza corredata da servizi e foto.

Foto del reporter italiano Vittorio Rangeloni.

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