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Mariupol, tra accerchiamento e Battaglione Azov. Denunciata l’esplosione di un palazzo con 200 civili.

I civili di Mariupol in fila per uscire dalla città utilizzando il corridoio umanitario,
reso inaccessibile dalle milizie nazionaliste.

Durante i negoziati di Giovedì 3 Marzo, c’è stata un’intesa tra le due parti sui corridoi umanitari per l’evacuazione dei civili.
La situazione più drammatica è nella città di Mariupol controllata dal Battaglione Azov, una delle milizie neo-naziste più famigerate dell’Ucraina, colpevole di uccisioni di massa, stupri e torture accertati da OSCE e l’Alto Commissario per i Diritti Umanitari dell’ONU nel 2016. Attualmente Mariupol è completamente circondata dall’esercito russo, con ormai la remota possibilità di rovesciare la situazione da parte dell’esercito ucraino e del Battaglione.

Le notizie si susseguono in maniera frammentata e unilaterale, qui riportiamo un didascalico elenco delle dichiarazioni ed eventi nella zona:

Fin dall’inizio del conflitto si diffondono denunce di uccisioni sommarie sulla popolazione che tenta l’uscita dalla città, un video (non pubblicabile per i contenuti estremamente violenti) dimostra l’esecuzione sommaria dei civili incolonnati sull’autostrada in carreggiata d’uscita, nonché sistematica tortura dei soldati catturati dal Batt. Azov.

Ad alcune famiglie viene impedito l’accesso al corridoio umanitario.

Il 5 Marzo la Russia dichiara un cessate il fuoco umanitario con apertura del corridoio per consentire l’evacuazione dei civili, si attende una fuoriuscita di 200.000 rifugiati da Mariupol e 15.000 da Volnovakha.

In base ai risultati di un controllo con 3 droni su Mariupol e 2 su Volnovakha, viene accertato che nessun convoglio umanitario è stato organizzato. La milizia nazionalista non ha permesso l’uscita di civili e cittadini stranieri dalle città; il tempo del cessate il fuoco è stato utilizzato per raggruppare le truppe ucraine e i battaglioni nazionalisti in posizioni difensive.
Sulla questione, in precedenza il Presidente Zelensky aveva dichiarato in un video (anche su RaiNews 24) “gloria agli eroi, morte a chi scappa”.

Il Ministero delle Difesa russo si è rivolto direttamente al vice primo Ministro ucraino Vereshchuk, con il quale abbiamo interagito intensamente nell’ultimo giorno e soddisfatto tutti i suoi desideri e richieste: se il regime di Kiev ti ha coinvolto in un’operazione per creare condizioni più favorevoli per i nazisti in difesa, parlane personalmente al popolo ucraino, che darà alle tue azioni la tua valutazione politica.”

La Repubblica popolare di Donetsk denuncia la trasformazione della città di Mariupol in un “campo di concentramento“. Alcune delle persone che hanno tentato la fuga attraverso il corridoio sono state catturate e portate nell’impianto Azov-Steel, che è stato minato, e in una scuola in cui vengono trattenuti con la forza più di 60 civili, di cui più della metà donne e bambini. In caso di sfondamento della difesa di Mariupol da parte delle truppe russe, ci si aspetta un’azione di rappresaglia sui civili.

Alle ore 10:08 il Ministero della Difesa russo ha denunciato l’apertura del fuoco di artiglieria da Mariupol sulle postazioni russe e dalle 10:11 alle 10:21 è stato sparato fuoco continuo da Volnovakha.

‎Da parte ucraina, il consiglio comunale di Mariupol giustifica la non avvenuta evacuazione “a causa del fatto che la parte russa non aderisce al regime di cessate il fuoco e ha continuato a bombardare sia Mariupol stessa che i suoi dintorni”.

La notizia peggiore è delle 10:39, sia il Ministero russo che il leader della DPR Denis Pushilin denunciano i militanti del Battaglione Azov di aver fatto saltare in aria un edificio residenziale a Mariupol con circa 200 persone all’interno, compresi bambini, precisamente al 15/20 di Meotidi Boulevard. Già da alcuni giorni si denunciava il piazzamento di cariche esplosive all’interno di edifici residenziali, oltre al collocamento dell’artiglieria in prossimità e all’interno delle abitazioni civili. Per ora la notizia è stata riportata anche in occidente da LaPresse e Channel One. Il comitato investigativo della Russia, secondo le istruzioni del capo del dipartimento, avvierà un procedimento penale.

L’attuale situazione in Ucraina, da notare la sacca in cui si sta per chiudere l’esercito e la milizia nazionalista ucraina, finora in combattimento nella regione del Donbass.

Alle ore 13:00 solo 17 persone sono riuscite a fuggire da Mariupol lungo il corridoio umanitario.

A causa della riluttanza del governo ucraino a influenzare i nazionalisti per la formazione dei convogli umanitari, le operazioni offensive russe sono riprese alle ore 18:00, dichiarando: “nonostante la gravità delle conseguenze dell’interruzione dell’operazione umanitaria odierna, siamo pronti a continuare a lavorare con pazienza e perseveranza con i rappresentanti dell’Ucraina e delle organizzazioni internazionali per risolvere immediatamente la crisi umanitaria.”

Stessa sorte a Irpin, periferia di Kiev, popolazione bloccata dall’esercito in uscita dal corridoio umanitario.




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