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L’Unione Europea delle pere cotte.

orban

Viktor Orban prende “pieni poteri” a tempo illimitato con la scusa del coronavirus.
Stessa cosa accade in Slovenia con il primo ministro Janez Janša (una personcina a modo, già condannato per corruzione sulle forniture militari quando era Ministro della Difesa), che istituisce un’unità di crisi totale e totalizzante.

Sui giornali occidentali, nostrani e liberali, grande sconcerto. Ci si chiede dove “finirà l’Europa” sotto la spinta autoritaria.

Ma… una domanda…
Ma su che pianeta eravate in questi ultimi decenni?

E in particolar modo sull’Ungheria, ormai nelle mani di Orban dal 2010 e dittatura palesata dal 2013, quando con una modifica costituzionale si era già assicurato il potere perenne, mettendo fuorilegge partiti dalla parte della giustizia sociale anche solo col nome (l’uso pubblico di parole e categorie come “comunista”, “socialista”, “liberazione” sono costituzionalmente vietate e processabili).
Anzi… all’epoca riceveva anche il plauso di Beppe Grillo…

E stessa storia accade, seppur in forme diverse, in Polonia, nei paesi baltici, dove l’Unione Europea (in senso più largo l’occidente) ha strizzato l’occhio e attivamente appoggiato la peggior melma nera fascista e nazista per spingere il più predatorio liberismo economico, soffocando qualsiasi minimo pensiero rivolto alla collettività sociale.

Caso eclatante l’Ucraina, dove con un colpo di stato i nazisti (quelli veri, non quelli col bomberino e la pelata…) stanno governando un paese ormai collassato in ogni settore e con una guerra civile interna che continua tutt’ora, anche se non fa più notizia.

La storia siamo condannati a riviverla, se non l’assimiliamo…
L’appoggiare le destre più estreme per evitare che si concedano diritti sociali “al basso”, per poi piagnucolare quando le cose si mettono male, è la condanna ciclica del liberale.

L’autoritarismo di destra (fascismo, se preferite) è, da sempre, l’altra faccia della stessa medaglia che si chiama liberismo economico (capitalismo, se preferite i termini ottocenteschi).

E ora?
Cadete come pere cotte?

PS: guarda caso, gli unici due geni che hanno applaudito sono stati Matteo Salvini e Giorgia Meloni.
Quest’ultima, (finta) confusa come sempre, prima applaude Orban, poi lo usa come metro di paragone per attaccare Conte di “autoritarismo” (detto da una fascista…).
Nulla di nuovo, ha sempre detto tutto e il suo contrario, non ci stupiamo.
Ora il nuovo “contrario”, dopo averlo votato, è il MES.
Eia Eia!!

 

Marcello

 

3 pensieri riguardo “L’Unione Europea delle pere cotte.

  1. L’Est Europa da dopo il crollo del Muro, è alla mercè di mafiosi e reazionari.
    Al di là che il comunismo sia stato imperfetto ma lo schifo in Ungheria di oggi, giustifica l’occupazione del 1956 e con tutto il rispetto di Nagy, ovvio ma la penso così.
    Sono tornati indietro di secoli senza il comunismo quei Paesi.

    Piace a 1 persona

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