Articoli del 2022 · Conflitto in Ucraina · Geopolitica · Politica · Russia

Nemmeno l’occidentalismo salva Orsini.

Tra i fiumi di parole che si stanno spendendo sul caso Orsini, ce n’è uno molto poco dibattuto, sia da chi sostiene il professore che da chi lo accusa di filo-putinismo.

Il Prof. Orsini, per il trascorso accademico e per le tesi da sempre formulate, è SMACCATAMENTE filo-occidentale.

Ha continuamente ribadito questo concetto, la sua posizione negli schieramenti rimane quella del blocco occidentale e da come ragiona lo si evince in maniera più che palese.

Nel passaggio televisivo più famoso e condiviso, dove con estrema difficoltà cerca di spiegare in maniera più larga le colpe dell’Unione Europea e della NATO, conclude dicendo che “dobbiamo imparare dagli americani, amo gli Stati Uniti perché mi sono formato su questi temi”, sostenendo che gli USA salvaguardino la popolazione americana. La frase, che fa acqua da tutte le parti, ci fa capire che è un analista profondamente occidentalista, non a caso professore (ormai ex) della LUISS.

Quindi, perché ha subito la censura lavorativa e la gogna mediatica?

Attualmente ogni valutazione sulla situazione geopolitica basata sui didascalici eventi degli ultimi 30 anni, ancor più degli ultimi 10, DEVE essere bandita, perché porta a conclusioni inevitabilmente opposte alla narrazione sostenuta da UE, NATO e USA: ragionando in maniera critica emerge l’oggettività delle colpe, enormi, dell’occidente nel conflitto attuale, per una politica fatta di provocazione, espansionismo e totale sordità alle legittime richieste della controparte.

Smontare tali fatti è possibile con la riduzione del conflitto alla vecchia dualità del “buono” e del “cattivo“, tanto cara alla filosofia cristiana, ma che in politica è destinata a fallire.

L’obiettività, l’onestà intellettuale, anche quando parte da posizioni occidentaliste, va sbranata, insieme ad una corsa alla riscrittura della storia recente, alla riabilitazione di soggetti fino a ieri considerati “mostri“, alla pedante ripetizione di menzogne che, prima poi, diventano verità.

Nel tritacarne ci sta cadendo di tutto: Innaro, Dinucci, Canfora, Dostoevskij, Gagarin, Šostakovič, alberi e gatti… ma in prima persona, l’onestà intellettuale.

dal post Facebook.

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