Articoli del 2020 · Cronaca · Politica · Sociologia · Tv

E’ possibile che ogni questione istituzionale divenga spettacolo (da immolare al populismo)? Il rientro di Silvia Romano.

silvia romano

Su Silvia Romano, la linea corretta è quella di non alimentare ulteriormente la tossicità del momento con parole aggiuntive, se non quelle di felicità per l’avere a casa sana e salva una ragazza che avevamo dato tutti per spacciata.
Ci soffermiamo a fare solo qualche considerazione che, a quanto pare, è sfuggita un po’ a tutti, sia a chi pensa ai soldi e al velo, sia a chi la difende.

E’ possibile che ormai ogni questione istituzionale o governativa, divenga spettacolo?
Era proprio necessario il teatrino all’aeroporto di Ciampino, con la diretta TV e web del suo rientro, gettando in pasto dell’audience un momento così intimo e privato come l’abbraccio di una madre, dopo 18 mesi, che pensava sua figlia ormai morta chissà dove?
Spettacolarizzazione ormai entrata nel corpo mediatico dello Stato, che trae l’occasione propagandistica anche quando è totalmente fuori luogo (direi che le ultime titubanze residue sulla questione, scampate a Berlusconi, siano state polverizzate col Governo giallo-verde).
Viene in mente il rientro di Cesare Battisti e analogamente le dirette degli sceriffi della Guarda di Finanza in elicottero, o la polizia che rincorre il “rider” di turno in diretta su una TV privata, con Barbara D’Urso che commenta in maniera giustizialista.
Questa delle dirette oltre ogni etica a braccetto con le istituzioni è una cosa tipicamente statunitense, da dove sovente arriva ogni scelleratezza; pensavamo di averla scampata, ormai dobbiamo constatare che tale pratiche, è qui tra noi.

Conoscendo la spasmodica sete di nuove vittime da immolare al populismo del web, e in particolar modo la ragazza in questione, già vittima dal primo giorno di prigionia; non sarebbe stata sufficiente una semplice foto istituzionale?
Scelta, naturalmente, che parte dalle Istituzioni…
Avremmo evitato tutta la menata del “velo sì, velo no“. Almeno questo…

E arrivando a tutti i commenti in atto in queste ore, da parte di sedicenti giornalisti, politici e leoni da poltrona e tastiera (a cui rivolsi questo gentil pensiero un anno e mezzo fa CLICCA), su riscatto, velo, conversione, islam, ecc, ecc…
Ma nessuno ha capito che quella ragazza è stata sequestrata 18 mesi in condizioni e situazioni che nemmeno possiamo immaginare e comprendere, anche se sdrammatizzate dal suo primo interrogatorio ai PM?
Possibile che dobbiamo giudicare e additare SEMPRE, anche quando non abbiamo nessun elemento per esprimere un’opinione e, soprattutto, comprendere?
Giudizi da parte di persone che sono confuse sedute sul divano e col cellulare in mano, pensate 18 mesi in mano a un terrorista… e si permettono processi sommari a Silvia Romano?

Fonte di critica addirittura l’abbraccio della mamma e della sorella, che hanno tolto la mascherina. Bacio di una madre dopo 18 mesi di prigionia…
Ma con che coraggio l’idiozia umana si spinge in critiche del genere, se non aiutate dalla disumanità? (Anche in questo caso, tutto evitabile SENZA LA MALEDETTA INUTILE DIRETTA).

Chi segue il blog, si renderà conto di quanto spazio diamo alla trasformazione sociologica e antropologica in atto dagli anni ’80 grazie alla presenza della TV commerciale e trash.
Questa trasformazione ci ha, volutamente, trasportato e sdoganato verso sentimenti bestiali che hanno una chiara connotazione politica.
Purtroppo, non possiamo che agganciarci ad un parallelo anche in questo caso.

Una situazione, simile se fosse accaduta prima di questa “trasformazione”, possiamo affermare con sicurezza che nessun politico o giornalista si sarebbe permesso di assumere posizioni tali, come quelle che leggiamo a destra (o comunque, singoli in posizioni assolutamente minoritarie, non con seguito di massa).
E smettiamola di parlare di “ignoranza“. Certo che lo è… ma questa direzione ha una connotazione ben precisa, che corrisponde nient’altro che ad una visione politica e di società intollerante, giustizialista col debole, rabbiosa, spietata, incattivita, violenta nei gesti e nei verbi, disumana. In una parola, fascista, perché verso quello siamo caduti e continuiamo a rotolare. L’occidente tutto, noi in testa.

Perché il fascismo, non smetteremo mai di ripeterlo, non è un pensiero politico (e mai lo sarà) ma un atteggiamento. Un atteggiamento che latentemente è lì, basta creare le basi per la sua fermentazione e qualcuno che lo tiri fuori.

Perciò, ribadiamo un concetto semplice: riusciamo, per una volta, di fronte ad una persona sequestrata e che davamo per morta, mettere da parte ogni commento basato sul NULLA, e ad essere felici per il fatto che una ragazza in più è viva?

Domanda retorica… ma scavate, che sicuramente (?) un brandello di umanità lo trovate…

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Marcello Colasanti

L’articolo precedente:
Silvia non se l’è cercata, il problema siete voi…

Foto in apertura di Andrea Villa.

 

ARTICOLO SCRITTO PER “IL GIORNALE DEL RICCIO”, VIETATO COPIARNE IL CONTENUTO ANCHE PARZIALE SU ALTRI SITI.
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GRAZIE PER LA DIFFUSIONE.

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