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L’assenza della Brigata Ebraica alla Festa della Liberazione: cosa accadde in realtà nel 2014?

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Anche quest’anno è scoppiata la polemica sulla mancata partecipazione della Comunità Ebraica ai vari cortei organizzati per il 25 Aprile. L’oggetto della controversia è, di nuovo, la presenza di bandiere palestinesi, con attacco rivolto principalmente all’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

In queste righe non si affronta il tema della legittimità o illegittimità della presenza di bandiere palestinesi e israeliane alle manifestazioni sulla Liberazione, ma data la massiccia confusione e disinformazione che si ripropone da quattro anni a questa parte, una semplice precisazione sul 25 Aprile del 2014, per mettere in chiaro cosa accadde e da dove ha origine questa polemica.

Il 25 Aprile 2014

Partecipo al corteo romano per la Liberazione da svariati anni. Come molti potranno ricordare, le bandiere palestinesi sono sempre state presenti, non creando (almeno mediaticamente) mai nessun particolare problema.
Nel 2014 il corteo seguiva il vecchio percorso, cioè dal Colosseo a Porta San Paolo, dove in Piazzale Ostiense si tengono i consueti discorsi e interventi.
Nell’attesa che il corteo partisse, la folla si era accumulata di fronte all’uscita della Metro B di Colosseo e nell’antistante Piazzale del Colosseo. Proprio davanti alla prima, attendevano un gruppo di persone con bandiere palestinesi.
Dal piazzale sopraggiungono una decina di persone, teste rasate e maglie nere, che dalla primissima impressione avevo addirittura identificato come militanti di estrema destra venuti per creare scompiglio o qualche azione violenta.
Questi si avventano con violenza su due ragazze con bandiere palestinesi, le aggrediscono fisicamente e le investono di offese. Dalle parole utilizzate come offesa, si capisce che sono contestatori filo-israeliani.

 

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La Divisione Mobile dei Carabinieri si pone di fronte alle persone con bandiere Palestinesi dopo l’avvenuta aggressione, di fronte alla fermata della Metro B di Colosseo.

 

Le persone che attendono la partenza del corteo, non senza sgomento, si frappongono tra le due parti (tra cui io), richiedendo l’intervento delle Forze dell’Ordine.
Sopraggiunti alcuni membri del Reparto Mobile, per assurdo invitano, in malo modo, le ragazze ad allontanarsi, redarguendo in maniera molto blanda quelli che avevano commesso l’aggressione.
La questione viene liquidata in maniera sbrigativa e il corteo parte.

Arrivati in Piazzale Ostiense, gli stessi testa rasata e maglia nera, aiutati da altri soggetti, iniziano prima una pesante contestazione verbale, poi si avventano su un banchetto che vendeva materiale vario rivoltandolo (c’era qualcosa di palestinese in vendita), con conseguente fuga dei rivenditori, una ragazza addirittura in lacrime. Questa scena a pochissimi metri dalla Squadra Operativa ATPI della Guardia di Finanza, che non interviene ne per fermare, ne per calmare gli animi dei soggetti aggressori. Nello scompiglio, viene fatta sventolare una gigantesca bandiera Israeliana (questa, il 25 Aprile, non si era mai vista prima, se non in contesti molto isolati).
La situazione è ormai sfuggita di mano avendo superato di molto la semplice contestazione verbale e in almeno due casi sfociata in aggressione fisica, sempre dalla stessa parte. Gli appelli alla calma che arrivano dal palco da parte dell’ANPI e altri partecipanti, non vengono ascoltati, addirittura una donna che fa parte del gruppo contestatore, sale sul palco per protestare dal microfono il comportamento dell’ANPI.

Ormai, nel clima incandescente che comincia a scaldare anche gli animi di chi è li per la partecipazione del corteo slegato da associazioni e partiti; non rimane che l’intervento dei Reparti Mobili, che dividono in due la piazza.

Così si concluse quella Festa della Liberazione in onore dei Partigiani, con una piazza divisa dai reparti antisommossa.

CONSIDERAZIONI

Come espresso in apertura, la presenza di bandiere palestinesi non ha mai creato disagio. Come mai, proprio in quell’occasione, erano divenute un problema e un’offesa per la “Brigata Ebraica”? Nel 2013 non lo erano? E nel 2012?
L’azione da parte di questi soggetti, che non so se definirli della “Comunità ebraica” romana o meno, dato che non posso affermarlo, ma sicuramente ed evidentemente filo-israeliani, è assolutamente premeditata, date le circostanze e le dinamiche, con uno scontro voluto e creato, così da realizzare un “precedente”.

La posizione che da quattro anni la Comunità Ebraica prende nei confronti dei cortei per la Liberazione, nasce proprio da questo episodio, “precedente” che di spontaneo ha veramente poco.

L’attacco all’ANPI è quantomeno “particolare”, calcolando che in quella situazione cercò semplicemente di non dividere la piazza, calmare gli animi e negli anni successivi ha continuato ad invitare la Comunità Ebraica, come ogni anno.
Semmai, la gestione della situazione da parte delle Forze dell’Ordine fu di totale inefficienza, dato che quella decina di soggetti potevano essere fermati subito, data l’aggressione avvenuta (quindi c’erano tutti i termini per un fermo) e la chiara volontà di questi al generare problemi. Gestione “anomala” fino alla fine, dato che l’intervento è stato quello finale di dividere la piazza, lasciando campo libero agli individui di prima.

La richiesta da parte della Comunità Ebraica di non far sventolare bandiere palestinesi non sarebbe mai stata accolta o resa mediaticamente plausibile, senza l’aver prima creato un precedente, e in questa situazione fu creato.

Ribadendo che la questione di legittimità della presenza di bandiere palestinesi e/o israeliane non è toccata dall’articolo, lasciando la questione alle proprie convinzioni storico-politiche; le parole di vittimismo degli ultimi quattro anni da parte filo-israeliana (a questo punto non possiamo solo dire “ebraica”) addossando addirittura responsabilità all’ANPI, non rispecchiano la realtà dei fatti di quel 2014, dove l’aggressione è avvenuta proprio dalla parte che oggi pretende un’azione di esclusione ai danni di un componente della piazza del 25 Aprile che, volente o nolente, è sempre stata presente…

Colasanti Marcello

 

PS: l’articolo è scritto solo ed esclusivamente in chiave informativa, sulla questione delle bandiere israeliane e palestinesi. Nulla contro la Comunità Ebraica (anzi… con la speranza che torni partecipante fisso del 25 Aprile).
Ribadire questo è piuttosto ridicolo, ma sicuramente utile per evitare facili contestazioni.

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ARTICOLO SCRITTO PER “IL GIORNALE DEL RICCIO”, VIETATO COPIARNE IL CONTENUTO ANCHE PARZIALE SU ALTRI SITI.
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