
Chiudiamo l’anno con una serie di aggiornamenti degli ultimi giorni:
– ormai il superamento delle 22.000 vittime palestinesi, di cui 10.000 bambini.
– il persistere da parte degli Stati Uniti a porre il veto su un qualsiasi cessate il fuoco o atto umanitario, mentre invia 10.000 tonnellate di armamenti ad Israele.
– all’ingresso del Mar Rosso, tra Gibuti e Yemen, una delle aree militarmente più dense del mondo, gli Stati Uniti costituiscono una coalizione per contrastare l’unico paese (meglio fazione) che ha avuto il coraggio di sostenere, anche nei fatti, i palestinesi. Ovviamente in testa alla coalizione, da buoni cani, c’è l’Italia, aprendo uno scenario dagli equilibri paurosamente precari, che potrebbe innescare una delle peggiori reazioni a catena.
Ovviamente, tra le cause, c’è il controllo militare ed economico di uno dei passaggi più importanti per l’attuale Via della Seta marittima cinese, dello Yemen poco gliene importa.
– oggi, elicotteri USA hanno affondato 3 navi yemenite huthi, con l’uccisione dell’equipaggio.
– Israele bombarda Aleppo, in Siria, e uccide 23 persone.
– sempre Israele, uccide pochi giorni fa il generale iraniano Seyed Razi Mousavi, ulteriore provocazione alla già provocata Iran.
Questa è la conclusione del 2023 targato Made in USA, con l’occidente fedelmente appresso, inaugurando il 2024 già con un piede completamente nel baratro (con Rampini che ribadisce “l’impero americano resta indispensabile”).

Un bell’inizio alla volta del suicidio collettivo.
Tanti auguri.
In foto:
Brescia, capodanno 2023.

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