Articoli del 2022 · Cina · Cultura · Dal Mondo · Sport

“Cosa ho visto guardando la Coppa del Mondo” – poesia operaia cinese del gruppo di Picun.

Cosa ho visto guardando la Coppa del Mondo

la prima notte che ho trascorso insonne a guardare la Coppa del Mondo
giocavano Colombia e Inghilterra.
Dove si trovi la Colombia al mondo
a dire il vero nemmeno lo so
ma so che nella fabbrica di abiti sportivi inglesi di Humen (Dongguan)
i miei compagni sgobbano giorno e notte quattro stagioni l’anno per produrre quelle magliette in tempo.

Milioni di capi a lotto
li producono a migliaia, a milioni.
Quanti anni trascorsi senza rendersene conto.
Le magliette della Colombia le ho fatte anch’io a Wuzhong (Suzhou)
ma solo negli ultimi anni ho saputo
che i delta del Fiume delle Perle e dello Yangzi sono il cuore della fabbrica del mondo

I miei dieci anni di officina sono stati solo timbrare staccare guadagnare campare
ma le pubblicità ultra-costose di Wanda, Adidas, Coca Cola che si alternano a bordo campo
proprio non mi riguardano
una giovinezza scivolata via è tutto ciò che mi appartiene

In 120 minuti entrambe le squadre hanno fatto un gol
e io, un cumulo di mozziconi accanto, sono colto da panico e terrore
tra gli spettatori in delirio, nessuno che produca abiti sportivi
e tra chi fa abiti sportivi, quanti possono guardare la partita tutta notte.

Proprio così
alla fine è davvero un solo tiro a determinare le sorti del cosmo
l’insperata vittoria dell’Inghilterra sembra un po’ una scusa per esplodere in euforia
i tifosi della Colombia pare piangano come in lutto.
Alzo il capo e guardo fuori dalla finestra
due bancarelle della colazione si sono già sistemate
un insonne solitario coglie le ultime tenebre per una caccia al tesoro accanto ai cassonetti
immaginando chi ha scommesso sulla partita vantarsi brandendo i biglietti o gioire e affliggersi in silenzio.

I perdenti lasciano il campo
i vincitori continuano la marcia trionfale
solo i lavoratori di anno in anno di giorno in giorno chini a fare abiti sportivi.

Muti e silenziosi
sgobbano senza sosta.

Poesia scritta da un operaio del Gruppo letterario di Picun, una comunità artistica autogestita nata alla periferia di Pechino, in cui scrittori professionisti e professori danno lezioni a lavoratori e operai migranti per incoraggiare la scrittura e la sua diffusione. Le poesie degli operai furono inizialmente pubblicate via internet, per poi essere raccolte in una rivista autoprodotta, aiutati e promossi dall’autorevole Letteratura di Pechino, la rivista ufficiale di poesia della capitale cinese.
Molti operai pubblicati sulla rivista hanno lasciato il proprio lavoro in fabbrica per dedicarsi alla sola attività di scrittori e poeti.

Versi sul fenomeno della produzione massificata connessa “ai grandi eventi”, per ricordarci che, guardando o meno questo mondiale, noi occidentali viviamo in una condizione di perenne ipocrisia e colpevolezza.
Questo mondiale in Qatar ha attivato e aggiunto la guerra mediatica sullo “scontro tra civiltà”, come in ogni occasione internazionale che riguarda da vicino un paese non occidentale e non allineato al blocco liberista, per cui la sola ed unica cultura e modello corretto di vita è, ovviamente, appannaggio dei nostri paesi a capitalismo avanzato.

Mai come quest’anno (forse superato solo dalle Olimpiadi in Cina, sia 2008 che 2022), tra paesi esclusi a tavolino, ipocrisia sui diritti dei lavoratori, doppiopesismo, situazione geopolitica, guerra tra blocco NATO e Russia; i commenti televisivi, giornalistici e da bar sono imbevili e inascoltabili.

Buona finale del mondiale.

PS: per chi volesse travisare il senso della poesia e della nostra riflessione utilizzandola contro la Cina, facciamo presente che il poeta era dipendente di aziende occidentali, parla in versi e critica il modello occidentale di lavoro massificato che viene esportato in altri paesi con il fenomeno della delocalizzazione, e che dal 2018 gli stipendi cinesi hanno raggiunto le cifre medie europee (con un potere d’acquisto, però, almeno triplo) e che un trentenne cinese è oggi molto più ricco di un coetaneo italiano, nonché completamente indipendente a livello economico, abitativo e sociale.

Marcello Colasanti

traduzione della poesia di Federico Picerni
foto in apertura di China Daily

Può interessarti anche:

LINK UTILI:

“I salari cinesi stanno superando quelli europei” – ARTICOLO DEL 2018
Yiwu makes it to the Qatar World Cup by supplying 70% of soccer-related products

RIPRODUZIONE RISERVATA.
ARTICOLO SCRITTO PER “IL GIORNALE DEL RICCIO”,
VIETATO COPIARNE IL CONTENUTO ANCHE PARZIALE SU ALTRI SITI.
CHIEDIAMO GENTILMENTE DI CONDIVIDERE DIRETTAMENTE
IL LINK DELL’ARTICOLO E RELATIVI SOCIAL.
GRAZIE PER LA DIFFUSIONE.

Sostieni il sito

Ogni articolo o servizio fotografico è realizzato per una fruizione gratuita. Ma contenuti di qualità richiedono tempo e (purtroppo) denaro. Se hai apprezzato qualcosa e vuoi sostenere il sito, il Riccio ringrazia!

2,00 €

Donazione una tantum

Scegli un importo

€2,00
€5,00
€10,00

O inserisci un importo personalizzato


Apprezziamo il tuo contributo.

Fai una donazione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...