Articoli del 2020 · Attivismo · Cultura · Musica · Politica

Imagine di John Lennon accusata di “marxismo” dai leghisti e “mondialismo” dalla Meloni. (Aggiornato)

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Copertina del disco Power to the People, con John Lennon che indossa il casco degli Zengakuren, movimento rivoluzionario e sindacato degli studenti comunisti giapponesi.

La leghista Susanna Ceccardi ha ribadito un concetto che espresse nel 2016, cioè, che Imagine di John Lennon non va cantata perché esprime idee comuniste e marxiste.

In molti hanno criticato non la posizione della leghista, ma l’accostare Lennon all’ideologia marxista.
Critiche sulla questione partite in particolar modo dai soliti ammantati da posizioni democratiche, di pseudo-sinistra, finto-progressiste e liberali.

Ci chiediamo, ma queste persone hanno mai letto alcuni dei testi di John Lennon, o vanno bene solo come colonna sonora per eventi petalosi e arcobalenati?
Sul serio non si sono mai accorti che il messaggio era marcatamente socialista, internazionalista e, precisamente, marxista?

Questo ci fa comprendere, ancora una volta, quale sia il livello di conoscenza teorico-politica di alcuni soggetti e del paese in generale.
E per assurdo, per una volta essere d’accordo con l’analisi di una leghista… (molto, molto meno sulle considerazioni, come sempre aberranti).

Per ogni dubbio, facciamo rispondere il diretto interessato:

Imagine è stata una dichiarazione sincera.
Era “Working Class Hero” con sopra un po’ di cioccolato. Cercavo di pensarla come una canzone per bambini.
Imagine dice le stesse cose di Working class hero, Mother e God nel primo disco. Ma il primo disco era troppo vero per la gente, e infatti nessuno se l’è comprato. Le radio l’hanno bandito. Ma Imagine, la canzone, dice “Immagina che non ci sia religione, né nazioni, né politica” che in pratica equivale al manifesto comunista, nonostante io non sia propriamente comunista e non faccia parte di nessun movimento.
Vedi
Imagine contiene lo stesso messaggio, ma lo ricopre di zucchero. Ora Imagine è diventata quasi ovunque una hit; una canzone antireligiosa, antinazionalistica, anticonformista, anticapitalistica, ma visto che è ricoperta di zucchero viene accettata. Adesso capisco che cosa bisogna fare. Convincere la gente del tuo credo politico mettendoci un po’ di miele.”

da John Lennon, LIVE! Un’autobiografia dal vivo, Minimum Fax, 2000, pag.88-89

lennon

 

Rispondendo all’accusa di Mondialismo di Giorgia Meloni.

Per la serie “le parole sono importanti“:

Che memoria storica ci ricordi, tra le tecniche comunicative delle forze reazionarie (politicamente a destra), c’è il continuo uso di termini senza un senso, neologismi confezionati appositamente sprovvisti di una reale base politica o filosofica. Tali termini nascono per avvalorare tesi prive di consistenza politica, basate tutte sulla semplice propaganda diretta ad un pubblico non in grado (o reso tale) di comprenderne i meccanismi. Ne fecero un ampio uso proprio la Germania nazista e l’Italia fascista, per giustificare le tante teorie del complotto che componevano la fitta rete di propaganda tessuta contro il comunismo, i paesi concorrenti, la “minaccia” ebraica. 

Ma soprattutto, questi termini vengono utilizzati come sostituto per quelli propriamente corretti, dato che, se ci fosse il malaugurato caso che qualcuno, spinto da umana curiosità, li andasse ad approfondire, crollerebbe il castello di carta costruito.

Spiegato con un altro neologismo, ma preso in prestito dal conte Lello Mascetti: sono “supercazzole”.

Mondialismo“, è uno di questi.
Il neologismo, «apparso agli inizi degli anni 1980 negli ambienti complottisti dell’estrema destra antisemita» come scrive il politologo Jean-Yves Camus, approfondendolo in maniera critica, ha un contenuto nullo se non il solito collegamento ai presunti complotti dell’elite e delle lobby, discorsi identici a quelli degli anni ’20 e ’30 dei regimi nazifascisti.

Questo termine, non a caso, è continuamente utilizzato da personaggi del calibro di Donald Trump (come se lui, non fosse élite…), oppure Marine Le-Pen o Matteo Salvini.

Perciò, in quest’ottica dobbiamo valutare l’etichetta “mondialista” su John Lennon affibbiata da Giorgia Meloni.

No, cara Giorgia…
Consigliandoti la lettura anche dei testi di “Power to the People” e “God“; i testi di Lennon non sono “mondialisti“, ma “internazionalisti”, con tutto quello che questa parola comporta: politicamente, storicamente, culturalmente, filosoficamente.

Prestiamo sempre molta attenzione a chi basa la sua politica sulle “supercazzole“, e se lo fanno, sforziamoci per comprenderne l’inganno con l’atto più efficace per smascherarli: utilizzare SEMPRE le parole CORRETTE.

le
John Lennon ad una manifestazione a sostegno della causa irlandese, con un cartello che recita “Per l’IRA contro l’imperialismo britannico“.

 

IMAGINE

Immaginate che non ci sia alcun paradiso
Se ci provate è facile
Nessun inferno sotto di noi
Sopra di noi solo il cielo
Immaginate tutta le gente
Che vive solo per l’oggi

Immaginate che non ci siano patrie
Non è difficile farlo
Nulla per cui uccidere o morire
Ed anche alcuna religione
Immaginate tutta la gente
Che vive la vita in pace

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità

Immaginate che non ci siano proprietà
Mi domando se si possa
Nessuna necessità di cupidigia o brama
Una fratellanza di uomini
Immaginate tutta le gente
Condividere tutto il mondo

Si potrebbe dire che io sia un sognatore
Ma io non sono l’unico
Spero che un giorno vi unirete a noi
Ed il mondo sarà come un’unica entità.

 

 

POWER TO THE PEOPLE

Potere al popolo, potere al popolo
Potere al popolo, potere al popolo

Potere al popolo, potere al popolo
Potere al popolo, potere al popolo, sì!

Dici che vogliamo una rivoluzione
Allora diamoci da fare subito
Forza, alzati
esci e comincia a camminare

Cantando: Potere al popolo, potere al popolo
Potere al popolo, potere al popolo, sì!

Un milione di lavoratori che lavorano per niente
Faresti meglio a dargli ciò che davvero gli è dovuto
Te la faremo vedere noi
quando entreremo in città

Cantando: Potere al popolo, potere al popolo
Potere al popolo, potere al popolo, sì!

Ma devo farvi una domanda compagni e fratelli
Quando siete a casa come la trattate la vostra donna?
Deve poter essere se stessa
Così potrà donare se stessa

Cantando: Potere al popolo, potere al popolo
Potere al popolo, potere al popolo, sì!

Adesso, adesso, adesso…

Oh bene, Potere al popolo, potere al popolo
Potere al popolo, potere al popolo, sì!

Oh si, potere al popolo, potere al popolo
Potere al popolo, potere al popolo, sì!

Potere al popolo, potere al popolo
Potere al popolo, potere al popolo
Potere al popolo, potere al popolo, sì!

 

 

GOD

Dio è un concetto
attraverso il quale misuriamo il nostro dolore
Lo dirò di nuovo
Dio è un concetto
attraverso il quale misuriamo il nostro dolore
sì,il nostro dolore, sì

Non credo nella magia
Non credo negli I-Ching
Non credo nella Bibbia
Non credo nei tarocchi
Non credo in Hitler
Non credo in Gesù
Non credo in Kennedy
Non credo in Buddha
Non credo nei mantra
Non credo nel Gita
Non credo nello yoga
Non credo nei re
Non credo in Elvis
Non credo in Zimmerman
Non credo nei Beatles
Credo solo in me
in me e in Yoko
E questa è la realtà

Il sogno è finito
che posso dire?
Il sogno è finito
Ieri
ero il tessitore di sogni
ma ora sono rinato
Ero il Tricheco
Ma ora sono John
E quindi cari amici
dovete solo andare avanti
Il sogno è finito.

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