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“I bambini piccoli, nudi e scalzi, in attesa del loro turno nelle camere a gas”. Il ricordo di Yankel Wiernik su Treblinka.

IL GIORNALE DEL RICCIO

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Quando parliamo dello sterminio perpetrato dal nazifascismo durante la seconda guerra mondiale, non si da più rilevanza ed importanza a due fattori: l’unicità storica di quella tragedia, a cui nulla può essere paragonato, e la totale coerenza d’azione con l’ideologia che l’ha resa possibile.

Quel che è accaduto, non è la deviazione di un pensiero, l’azione sconsiderata di uno o un gruppo che ha agito in maniera indipendente deviando da un’ideologia iniziale. E’ la pura e semplice applicazione dell’obiettivo ultimo di quello che l’ideologia nazifascista aveva da sempre professato…

Ormai è sempre più usuale ascoltare il discorso, la nenia, del “anche altri hanno fatto le stesse cose”. Discorso che fino a qualche decennio fa era relegato a pochi ambienti, quelli più reazionari e retrivi, spesso esternati da persone scarsamente preparate in materia.
Ma oggi, sempre più pericolosamente, lo stesso discorso viene “accettato”, tanto da sentirlo pronunciare da persone…

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