Articoli del 2018 · Attivismo · Città di Roma · Politica

Manifesti elettorali. Come sempre, le regole non sono uguali per tutti.

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Per l’affissione dei manifesti elettorali esistono regole ben precise.
Guardando gli appositi spazi installati prima di ogni campagna elettorale, possiamo notare in alto un numero, che indica l’assegnazione ad un data forza politica.
Leggiamo proprio dalla “Disciplina della propaganda elettorale” del Ministero degli Interni:
“L’affissione di stampati, giornali murali o altri e di manifesti di propaganda, da parte di partiti o gruppi politici che partecipano alla competizione elettorale è effettuata esclusivamente negli appositi spazi a ciò destinati da ogni Comune.
(…) al fine di assicurare che il confronto tra le forze politiche si svolga nel pieno rispetto della “ par condicio ” ed in un clima di serena dialettica democratica.”

Chi si appropria di uno spazio adibito all’affissione dei manifesti elettorali non assegnato alla propria lista, oppure in qualsiasi altro punto della città, incorre in una sanzione, che leggiamo sempre nella disciplina:
«chiunque […] non avendone titolo, affigge stampati, giornali murali od altri o manifesti negli spazi suddetti (ossia quelli riservati alla propaganda elettorale) è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 103,00 a euro 1.032,00».

Guardando la vostra città, trovate che tutto ciò sia rispettato?
E ancor peggio, guardando l’affissione selvaggia, si può notare una propensione a tale abusivismo da parte di una data corrente politica?

Purtroppo, anche in questo caso, la correttezza di chi dovrebbe vigilare, denunciare e sanzionare tali atti, cioè le forze dell’ordine, non è proprio esente da preferenze.
E’ innegabile che ci sia una propensione alla chiusura del solito occhio da una parte (e guarda caso sempre a destra… anzi, estrema…), e un’attenta diligenza dall’altra.

Come avrete sicuramente notato, partiti come Casapound o Forza Nuova, utilizzano le nostre città come un immenso cartellone propagandistico, affiggendo in maniera a dir poco selvaggia muri, cassonetti, paline della fermata dell’autobus, spazi pubblicitari privati, non solo in campagna elettorale, ma praticamente tutto l’anno.

Attualmente, non è facile trovare spazi adibiti all’affissione dei manifesti che non sia selvaggiamente tappezzato dalle sopracitate formazioni fasciste, un esempio, questo di Martedì 27 Marzo nel quartiere EUR di Roma, dove nemmeno uno spazio è stato risparmiato.

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L’illegalità di queste formazioni va ben oltre questi atti che sono praticamente nulli se paragonati alla gravità delle azioni che hanno perpetrato, quasi sempre impunemente, negli ultimi anni, ma che si aggiunge in maniera palese alla situazione di voluto permissivismo istituzionale nei confronti di queste formazioni. Parliamo sempre di una formazione che fu definita da Mario Papa della direzione della Polizia di Prevenzione con un “bravi ragazzi”…
Nonostante tutto… e per tutto, intendiamo proprio tutto.

Dall’altra parte, possiamo confermare senza problemi, dati i trascorsi e senza vittimismo alcuno che, per alcune aree politiche, la sicurezza di una multa in caso malaffissione, è certa.

Tornano sempre le parole di Cesare Beccaria (scomodato per una così piccola questione, che ci perdoni…), che la più forte forma di dissuasione sui crimini, non sarà mai la durezza, ma la certezza di una pena.
Ma ancora, nella nazione del Beccaria, vediamo tutti i giorni che, questa certezza non c’è mai per qualcuno, quel qualcuno che, per primo, dovrebbe essere arginato…

 

Colasanti Marcello

 

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