
Mentre negli Stati Uniti si comincia a parlare apertamente di trattativa per la guerra in Ucraina, dirottando armi, rifornimenti e portaerei in medio-oriente alla volta di Israele e Mar Rosso; assistiamo ad una nuova “Maidan” ai danni di uno dei paesi europei non allineati al blocco NATO, la Serbia, con metodiche parallele a quelle che abbiamo tristemente constatato nel 2014 durante il golpe di Kiev.

A seguire, l’articolo di Vladimir Volcic pubblicato su Faro di Roma, che riportiamo:
Il partito di Vucic ha ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento in regolari e trasparenti elezioni. L’opposizione (filo NATO e filo Europa) ha ottenuto un misero 23,5%. Il risultato del voto non è piaciuto a Washington che ha incoraggiato l’opposizione a gridare a frodi elettorali. Subito i media occidentali hanno ricevuto l’ordine dalla CIA e dalla Casa Bianca di sostenere la fantasiosa tesi dell’opposizione. Srdjan Milivojevic e Vladimir Obradovic sono immediatamente diventati le star del momento, ovviamente con l’etichetta di “difensori della Democrazia”, identica a quella affibiata per due anni all’Oligarca ucraino Volodymyr Zelensky.
I media occidentali affermano che decine di migliaia di serbi stanno dimostrando pacificamente per impedire che il “burattino di Putin” possa rimanere al potere grazie alla frodi elettorali compiute. Addirittura alcuni media europei hanno descritto la manifestazione davanti al Municipio di Belgrado “una manifestazione non violenta, dove i manifestanti pacifisti hanno lanciato palloncini colorati per manifestare civilmente contro i brogli elettorali”. Descrizione immediatamente cancellata dopo che le immagini del violento attacco al Municipio hanno fatto il giro del mondo. Magia dell’informazione digitale che permette di riscrivere gli articoli per adattarli alle necessità di DISinformazione del momento. Convinti che le manifestazioni possano avere successo come avvenne in Ucraina nel 2014, i media occidentali parlano ora apertamente di “Euromaidan serbo”.
Rispetto alla propaganda usata per il conflitto ucraino quella per la sperata “rivoluzione” in Serbia si sta sgretolando prima di diffondere i suoi tossici frutti. In primis i manifestanti sono una minoranza insignificante: circa 1.200. Tra essi vari hooligans. Più di 30 sono stati arrestati per violenze, con grande rammarico dei media occidentali, soprattutto quelli italiani che deplorano “la violenza della polizia serba”. A titolo di esempio, sabato un corteo non autorizzato di alcune decine di ragazzi hanno manifestato contro il governo Meloni muovendosi dal Pantheon a piazza Montecitorio, provando a raggiungere la Camera e Palazzo Ghigi. Sono stati brutalmente caricati dalla polizia in tenuta anti sommossa.
Secondo le manifestazioni violente e l’opposizione (ironicamente denominata “Serbia non violenta”) sono coordinate da ONG serbe finanziate dall’Unione Europea, CIA e dal magnate George Soros come fu nel caso dell’Ucraina nel 2014 con il chiaro intento di creare le condizioni favorevoli per un “regime change”, un cambio di regime.
I manifestanti alla sera della vigilia di Natale hanno tentato di fare irruzione nel Municipio di Belgrado. Al posto dei fantomatici “palloncini” hanno lanciato grosse pietre contro l’edificio e la polizia. Hanno spaccato le porte di ingresso e devastato i locali della portineria.
Il Presidente Vulcic ha accettato di effettuare una verifica su 30 seggi contestati su 230. Per effettuare i presunti brogli elettorali che avrebbero fatto perdere all’opposizione oltre il 20% dei consensi, gli “uomini” del regime devono essere dotati di poteri soprannaturali visto che nei seggi vi era presente una nutrita rappresentanza di osservatori e membri delle commissioni di seggio appartenenti all’opposizione. Secondo quanto riporta Euronews gli osservatori internazionali non sono stati in grado di confermare un “sistematico broglio elettorale da parte del governo”, ma solo alcune irregolarità. Nonostante questa chiara smentita il ministro degli Esteri tedesco, è intervenuto a gamba tesa negli affari interni della Serbia, affermando che lo svolgimento delle elezioni, con le irregolarità registrate, è inaccettabile per un Paese che pretende lo status di candidato UE.
Il Presidente Vucic (dipinto come un sanguinario dittatore) ha invitato la popolazione alla calma, assicurando che la situazione é sotto controllo e che non vi é nessun rischio di colpo di Stato. La polizia limita al massimo l’uso della forza, schedando solo i manifestanti che hanno commesso atti di violenza e crimini contro le istituzioni pubbliche. Saranno successivamente processati e se ritenuti colpevoli, saranno condannati. Un procedimento legale, civile e democratico come la condanna a 8 anni e sei mesi di reclusione inflitta dalla magistratura italiana a Roberto Fiore (Forza Nuova) e Giuliano Castellino leader di Italia Libera per aver assalto la sede nazionale della CGIL di Roma, il 9 ottobre 2021.
La polizia anti sommossa e le unità antiterrorismo serbe hanno lo specifico compito di assicurarsi dell’assenza di mercenari stranieri nei pressi della manifestazione per evitare il bagno di innocenti civili che avvenne a Kiev nel 2014 ad opera di mercenari georgiani assoldati dalla CIA.
Non sarà facile per Washington e l’Unione Europea spodestare il governo democraticamente eletto in Serbia con il solito trucchetto delle “rivoluzioni arancioni”. I serbi non hanno ancora dimenticato i selvaggi bombardamenti NATO del 1999 per costringerli ad accettare la secessione del Kosovo, ora Paese Narco trafficante non riconosciuto dalla maggioranza delle Nazioni membri dell’ONU. É ora che gli Stati Uniti e l’Unione Europea imparino la civile convivenza, il dialogo tra i popoli e la messa al bando di ogni atto eversivo e criminale teso a fomentare conflitti regionali e guerre civili.
Vladimir Volcic
Articolo originale: Il Maidan NATO in Serbia. L’ennesimo inganno di una Europa sempre più fascista (Vladimir Volcic)

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