
La risposta istituzionale la conoscevamo già, ma una piccola speranza non si nega a nessuno.
Speranza subito repressa già a Marzo, quando la valutazione dell’istanza presentata dall’Avv. Stefano Maccioni insieme a David Grieco e Giovanni Giovannetti fu affidata, di nuovo, a Francesco Minisci, lo stesso che aveva archiviato le due precedenti richieste di riapertura del 2010 e del 2016. Il pm afferma che alla base del rigetto ci sono gli spunti “valutati alla luce delle imponenti attività svolte” nel vecchio procedimento.
Quali? Ci domandiamo.
Gli accertamenti, rilievi, indagini connesse al caso Pasolini hanno del grottesco per incompletezza e irrazionalità. Una di queste proprio la riluttanza nell’approfondire i 4 DNA individuati nei resti, oltre al non approfondire, in maniera professionale e strutturale, gli attori o collaboratori del delitto ormai ben individuati grazie all’apporto di documenti e testimonianze. La lista sarebbe lunga, spunto per un articolo a parte.
Nel 2022, 100 anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini, sono state allestite una serie infinita di attività in ricordo del poeta, molte di circostanza, più utili al narcisismo pseudo-intellettuale degli organizzatori e partecipanti che rivolte alla memoria e conoscenza del commemorato. La Commissione Parlamentare del Settembre 2022, in cui finalmente in ambito istituzionale si è respinta la tesi dell’omicidio “tra omosessuali” e accolta quella (reale) della trappola tramite le pellicole del film “Salò”, a questo punto, possiamo inserirla anch’essa nella mera e inutile circostanza.
In foto, dal Fatto Quotidiano del 25/11/2023.

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