Articoli del 2023 · Dal Mondo · Geopolitica · Poche righe

Poche righe sui fatti di Gaza.

Da un post Facebook / Instagram

Un pensiero più articolato cercherò di condividerlo in un articolo dedicato, date le richieste in privato, non tanto su quello che sta accadendo, ci sono pagine che svolgono in maniera eccellente tale lavoro, ma per dare una chiave di lettura alle reazioni suscitate da queste ore, che è la parte più preoccupante se guardiamo a noi stessi e al basso punto ideologico che abbiamo toccato.

Questa vignetta, che ho condiviso tempo fa, è l’atteggiamento che in molti hanno mantenuto, più o meno coscientemente, fino a ieri.
“Quali bombe?”

Sarò ridondante, ma sono almeno due anni che avverto sulla possibilità di una terza Intifada per via delle azioni genocide senza controllo di Israele, continuamente denunciate (molti sanno che lavoro anche per Palestine TV), ma da nessun organo occidentale ascoltate. Da azioni terrificanti, come l’uccisione giornaliera di minori palestinesi nei modi più assurdi (droni israeliani che inseguono bambini sulle spiagge. E li ammazzano), a provocazioni inutili, come il rendere illegale lo sventolare la bandiera palestinese, in Palestina, e finire in un carcere israeliano senza accusa e a data da destinarsi.

Ogni
Singolo
Giorno

Gli Usa e l’Europa, che vanno avanti a “sanzioni” come fossero i poliziotti del mondo (a che titolo?!?), hanno mai speso una parola per il comportamento fuori controllo di Israele in questi due anni? Ricordando sempre che la storia di oppressione va avanti da oltre 70.
L’appello di aiuto è stato quotidiano da parte palestinese. MAI ascolto da chi poteva fare qualcosa.

La beffa è che non possono nemmeno scappare, calcolando che quella che chiamano “striscia di Gaza” è un campo di concentramento da cui non entri e non esci, e in queste ore di bombardamenti a tappeto su ospedali e case civili, con il taglio di acqua, viveri ed elettricità, si è dato il via al genocidio in diretta TV di 2 milioni di persone, con lo sventolio in Europa della bandiera della pace accanto a quella israeliana, un ossimoro di portata storica.

Ora, chi dice che Hamas è terrorista, ma voi, dove eravate fino a ieri?

L’assistere ogni giorno, tutti i giorni, allo squartamento dei propri familiari rende la risposta obbligata, nel momento in cui tutte le altre strade sono precluse, e precluse da noi occidentali (e anche qui torna prepotentemente il discorso su Donbass, Ucraina e Russia).

Rimanere sgomenti per una risposta più che legittima ad anni di distruzione, reclusione forzata, indifferenza, esproprio, genocidio e morte, determina una percezione completamente sballata del mondo, e peggio ancora, una visione colonialista e borghesemente benpensante, che davanti alla violenza (innescata) degli “altri” rispondiamo con il solito “che roba contessa…“, e alla nostra titanica violenza voltiamo lo sguardo e non ce ne curiamo, oppure, non ne siamo proprio coscienti (che rimane una colpa, non un’assoluzione).

Perciò, la resistenza e l’uso delle armi è legittima in ogni processo di liberazione nazionale, ancora più necessaria nel momento in cui dall’altra parte è in atto un aperto e dichiarato programma di genocidio. Dato che parliamo tanto della legittimità del “Diritto Internazionale” (mai rispettato dai paesi liberali, ormai è rimasta solo la Cina a farci appello e a rispettarlo), la resistenza armata è assolutamente contemplata e salvaguardata in questo caso, anche da tale Diritto.

Il gioco del termine “terrorista” dovremmo ormai aver compreso come funziona da parte della classe dominante: terroristi erano i partigiani, terroristi erano i barbudos a Cuba, terroristi erano i risorgimentali. Secondo questo pensiero, Garibaldi, Che Guevara, Italo Calvino, sono tutti terroristi.
Ma a quanto pare, la comprensione di un concetto così basilare e semplice, da ABC politica, è andato perduto, soprattutto a sinistra, a cui dovrebbe appartenere.

Chi si è ritrovato, anche per un attimo, a pensare “eh… ma Hamas…”, c’è una brutta notizia: il liberalismo imperialista ha inquinato anche il suo meccanismo di pensiero.

E aggiungiamo un piccolo spoiler. Anche se magari s’imbracciano bandierine colorate per i diritti civili, e tanto basta per percepirsi alternativi e progressisti: con i presupposti di sopra, si è di destra, come Meloni e Schlein, che convergono su ogni aspetto imperialista e di politica estera.

Destra e sinistra” esistono, ancora. Ma non sono quelle che percepiamo.

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2 pensieri riguardo “Poche righe sui fatti di Gaza.

  1. La “testa tagliata ai bambini” è già stata smentita, arriva tardi…
    Inoltre, sono anni che la comunicazione occidentale gioca sul “barbarimento” del nemico, ogni volta smentita (purtroppo tardi) dalle evidenze.
    Dopo gli incubatori del Quwait, dopo la baia di Tonchino, dopo Timosoara, dopo le armi chimiche di Gheddafi, le armi di distruzione di massa di Saddam…. credere ancora anche a una sola parola (mai supportata da prove) di BBC, CNN e via discorrendo, rappresenta un crimine, non più credulità.

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