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TOMB RAIDER. Anche al cinema approda la nuova Lara versione “survival” – RECENSIONE

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L’immagine cinematografica di Lara Croft è fortemente legata a quella di Angelina Jolie, non tanto per la performance recitativa o qualità delle due precedenti pellicole, ma per la più che perfetta personalizzazione “fisica” del personaggio con l’attrice.
Ma il brand Tomb Raider ha subìto un rinnovo profondo e strutturale nel 2013, con il titolo omonimo “Tomb Raider”, decretando un taglio con il passato, modificando struttura di gioco e fattezze della protagonista.
Segue questo percorso di rottura con il passato anche la “profanatrice” cinematografica, cambiando stile e immagine di questa nuova Lara.

I PRIMI DUE FILM

I primi due film, che possiamo definire non eccelso il primo (Lara Croft: Tomb Raider del 2001) e “disastroso” il secondo (TB La culla della vita del 2003), vanno contestualizzati in quel periodo, i primissimi anni 2000, periodo piuttosto difficile per la serie Tomb Raider.

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Angelina Jolie nella prima interpretazione di Lara Croft.

Parliamo del periodo a cavallo tra i videogame Tomb Raider Chronicles (quinto capitolo) e TR The Angel of Darkness: sul primo la critica fu molto fredda per la poca innovazione (a mio giudizio, in maniera troppo dura), sul secondo i molti problemi legati alla travagliata produzione (più volte rimandata e ritardata) compromisero il prodotto finale, in cui più che le novità e la nuova veste grafica, risaltavano bug e incongruenze della trama.

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I primi due film si incastrano proprio in questo clima di sfavore da parte della critica e dei fan nei riguardi della serie. Il relativo risultato deludente al box office cancella ogni possibilità per un terzo lungometraggio, nemmeno dopo il primo restyling effettuato sul gioco Tomb Raider Legend del 2006, ottimamente accolto da critica e fan.

UNA NUOVA LARA: TOMB RAIDER (VIDEOGAME DEL 2013)

 

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Tomb Raider del 2013.

 

Nel 2009 la Eidos Interactive, detentrice della proprietà intellettuale di Tomb Raider, viene acquisita dalla Square Enix. La nuova proprietaria decide di tagliare totalmente con il passato e creare un nuovo Tomb Raider, una nuova Lara, meno prorompente e ammiccante, dirottando la serie sul concetto di survival-game.
Da questo progetto, nasce nel 2013 Tomb Raider, non a caso denominato come il capostipite, a sottolineare un nuovo inizio. L’azione è senza dubbio riuscita, critica e fan elogiano in maniera considerevole questo primo capitolo di una serie tutta nuova, proseguita con The rise of the Tomb Raider del 2015.

Da questa seconda (o terza…) vita della profanatrice di tombe, riparte anche la produzione cinematografica con questo nuovo film.

TRAMA

Lara Croft è una giovane ragazza che sopravvive nell’odierna Londra grazie a piccoli lavoretti mal pagati. Nonostante l’umile presentazione iniziale, la giovane è la diretta ereditaria di un immenso impero finanziario di proprietà del padre, Lord Richard Croft, uomo d’affari scomparso sette anni prima. L’importante eredità non potrà essere riscossa dalla squattrinata Lara finché lei non firmerà i documenti che ne attestino la morte, cosa che, naturalmente, la giovane rifiuta d’accettare.
Quasi convinta dalla sua tutrice Ana alla firma dei documenti, desiste nell’apprendere che il padre ha lasciato diversi indizi sulla sua vera attività, molto più movimentata del semplice affarista.
Lara segue le tracce lasciate da Lord Richard, che dal porto di Aberdeen di Hong Kong, la porteranno sull’isola di Yamatai, dove si cela un’antica leggenda legata alla regina giapponese Himiko.

IL FILM

Molti aspetti si sovrappongono e seguono la linea del corrispettivo videogame del 2013, dalla leggenda di Himiko, all’aspetto “survival” dell’eroina, abbandonando l’immagine “esplosiva” e “belligerante” dei film precedenti. Taglio con il passato basato anche sulla narrazione archeologica che, partendo da una mitologica-esoterica, si converte a quella più realistico-scientifica.
Ancor più evidente il cambio d’immagine della protagonista, interpretata questa volta dalla svedese Alicia Vikander, molto distante dall’iconografia iniziale del personaggio Lara Croft e dalla sua collega Angelina Jolie; immagine che molto giocava sulle generose forme femminili, ora più giovane e credibile .
Mentre, come differenza più marcata con l’omonimo titolo del 2013 e legame con le vecchie trame videoludiche e cinematografiche, troviamo la riproposizione del rapporto difficile e “spezzato” con il padre di Lara, Richard Croft.

 

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Alicia Vikander

 

Date le precedenti produzioni, l’aspettativa legata a questa nuova trasposizione su Lara Croft partiva da un punto abbastanza basso. Forte di questo, si può affermare che il film è assolutamente gradevole e soddisfacente.
Parliamo di un onesto film d’azione in linea con i suoi omonimi odierni, che riesce a non snaturare in maniera eccessiva il personaggio d’origine.

Le critiche, sollevate su molte recensioni del settore, non vanno cercate nel titolo stesso o su questa nuova serie che (chiaramente) è stata lanciata, ma ci scontriamo con una produzione che trova d’innanzi a se non dei limiti propri, ma quelli di tutte le produzioni da blockbuster hollywoodiano: una trama lineare e fortemente scontata, condita da dialoghi scarni, insufficienti e, di nuovo, scontati…
Più che su questo film, la critica in questo senso andrebbe rivolta, ormai, sull’immagine che i produttori cinematografici hanno del titolo “di consumo” negli ultimi 20 anni. Esempio lampante, tutta la produzione di film sul mondo Marvel

Senza cadere nel fuori tema, il film è senz’altro consigliato a chi Lara la conosce da molti anni in formato poligonale, e a chi cerca un film d’azione per una serata al cinema. Senza aspettarsi nulla di più da quel che l’offerta hollywoodiana riesce a mettere sul mercato in questo periodo storico-cinematografico.

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COLASANTI MARCELLO

 

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