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Ostia – Manifestazione contro il fascismo e la mafia – 11/11/2017. Tutti gli interventi finali in foto e video.

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Si è svolta senza particolari problemi la manifestazione di Sabato 11 Novembre contro la mafia e il fascismo per le vie di Ostia, dove i residenti del Municipio X, insieme a tanti altri cittadini romani venuti per contribuire con la propria solidarietà, hanno sfilato per le vie del quartiere in un corteo partecipato e formato da persone di tutte le età; segnale importante, dati gli ultimi eventi.

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Come gli organizzatori hanno più volte ribadito, prima e durante il corteo, non si è scesi in strada per il solo atto di aggressione ricevuto dal giornalista di Nemo Daniele Piervincenzi da parte di Roberto Spada, ma per dimostrare che Ostia e l’immenso territorio del Municipio X è costituito da realtà plurali e differenziate, non rappresentate dalla mediatica e unica immagine di “Piazzale Gasparri”, provato dalle molte realtà associative e popolari che, nella totale dimenticanza delle istituzioni e senza risorse, si battono continuamente per il quartiere e per i suoi residenti, ribadendo non solo il proprio “no” agli atti mafiosi, ma anche e soprattutto a quelli fascisti.
E proprio la mancanza delle istituzioni e della legalità ha permesso la difficilissima situazione di questo Municipio, da sempre colpito da episodi di criminalità, ma che ha registrato negli ultimi anni un aumento considerevole di aggressioni a stampo fascista, con il parallelo aumento di consensi per il partito di estrema destra Casapound, oggetto d’attenzione (e pubblicità…) proprio in questi giorni per i legami ai clan mafiosi del quartiere, come i già citati Spada.

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Il sodalizio tra malavita organizzata ed estrema destra è un copione già visto in epoche passate, soprattutto a Roma. Nel vuoto (spesso voluto) delle istituzioni, negli atteggiamenti permissivisti dello Stato e delle forse dell’ordine al riguardo di aggressioni e minacce, nella disoccupazione, ignoranza, degrado e miseria; si creano le condizioni perfette per l’adesione alla criminalità, vista come unica soluzione, e al risorgere dei fascismi, che sfruttano tale condizione per riaffermare e legittimare la propria presenza, dando ai cittadini semplicistiche ed erronee risposte ai loro problemi, distogliendo l’attenzione dalle reali cause della propria condizione e confezionando nuovi e differenti “nemici” più facilmente riconoscibili, mentre il sistema che ha permesso e generato tale condizione rimane invariato, se non maggiormente rafforzato.

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A dimostrare la lunga presenza di una gestione illegale del territorio, c’è proprio il lungomare di Ostia, dove i manifestanti hanno fatto sentire maggiormente la propria voce, ormai ridotto a un “lungomuro” data la massiccia speculazione edilizia e lottizzazione in stabilimenti, rendendolo a tutti gli effetti un bene privato e non più pubblico.

Dato l’imminente ballottaggio tra la candidata di centro-destra Monica Picca e quella del Movimento 5 Stelle Giuliana Di Pillo, il corteo è stato oggetto di strumentalizzazioni, arrivando a definirlo Marcia della legalità, come più volte è stato erroneamente definito da vari giornali. Gli organizzatori a più riprese hanno puntualizzato proprio questo; non si è trattata di una “marcia della legalità” in stile 5 Stelle, ma di una manifestazione di carattere antimafioso e soprattutto antifascista, dove tutto il Municipio X è chiamato a rispondere.

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Verso la fine del corteo, ci sono state delle discussioni tra chi voleva proseguire fino alla già tante volte citata Piazzale Gasparri e gli organizzatori, che hanno optato per concludere in Largo delle Sirene. La scelta di non arrivare fino alla Piazza è stata suggerita dal fatto che, mediaticamente, Ostia e tutto il Municipio vengono ormai identificati nel solo contesto di degrado di quella porzione di quartiere, dimenticando tutto il resto e tutti i problemi del restante territorio, ma innanzitutto, per non ridare “in pasto” ai giornalisti e alle telecamere i tanti cittadini di quel settore che non sono delinquenti, ma vittime anch’essi. Come ha suggerito un partecipante al corteo “non sono scimmie in gabbia a cui tirare noccioline”.

A seguire, le foto della giornata e il video del corteo, dove trovate tutti gli interventi fatti a fine manifestazione in Largo delle Sirene. Ne consigliamo la visione per ascoltare le impressioni e le dirette esperienze dei cittadini che vivono ogni giorno la difficile realtà delle periferie abbandonate dalle istituzioni.

Colasanti Marcello

 

 

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