
Leggendo le prime pagine dei quotidiani nell’ultimo mese, si sta profilando una descrizione falsata dei rapporti tra Israele e i paesi occidentali, che segue una tattica comunicativa a livello politico ben consolidata nel tempo.
Le atrocità fuori misura dell’esercito Israeliano sono ormai innegabili, documentate tanto da reporter sul campo quanto dall’IDF stesso, che condivide video e foto sui social mostrando crimini di guerra con intenti autocelebrativi, a dimostrazione di come la desensibilizzazione e deumanizzazione alimentata fin dal periodo scolastico nei confronti dei palestinesi sia ormai radicata nella popolazione israeliana.
Con l’opinione pubblica sempre più cosciente degli avvenimenti, i paesi direttamente coinvolti e che alimentano il genocidio cominciano a costruire “la via d’uscita” etica a livello mediatico.
Leggiamo da circa un mese titoli e articoli (riportiamo qui il Sole 24 ore, ma analoghi sono Repubblica, Corriere, CNN, New York Times, ecc.) che danno “l’impressione” di un richiamo alla responsabilità da parte di USA, Gran Bretagna, UE, con stravolgimenti anche completi in cui leggiamo “gli USA chiedono ad Israele di fermarsi”, o come nell’estratto “USA, UK e UE chiedono lo stop alla guerra”.
Pura propaganda.
I paesi appena citati, oltre a rifornire e supportare militarmente l’occupazione, hanno ostacolato tutti i tentativi diplomatici finora proposti per evitare ulteriori morti e l’allargamento del conflitto su scala maggiore presso il Consiglio di sicurezza Onu, quest’ultimo scenario bramato dai membri NATO.
Quelli che mediaticamente sono dipinti come “paesi responsabili”, sono in realtà i responsabili dell’impasse diplomatico che vediamo all’ONU.
Proprio oggi, per l’ennesima volta, gli USA hanno votato contro, Gran Bretagna astenuta, al cessate il fuoco richiesto dal CS dell’ONU, esattamente come nelle votazioni degli ultimi 5 mesi. Chi ha energicamente tentato, e sta tentando, la via diplomatica tramite il diritto internazionale e scongiurare il conflitto allargato sono Cina e Russia nel CS, con apporti significativi di Sud Africa e Brasile nelle altre sedi internazionali. Tutti paesi BRICS.



Questa è una vecchia tecnica: il creare disastri di proporzioni bibliche per scopi imperialistici, per poi prendere mediaticamente (e solo in tal senso) le distanze da una delle parti scaricandogli sopra tutte le responsabilità, così lavando la propria facciata morale.
Non ci sarà da stupirci se in un futuro molto prossimo il “barile da scarico” sacrificabile, il singolo o gruppo ristretto “colpa di tutto” sarà Netanyahu e relativo partito, assolvendo il contorno. La balla colossale dell’antrace all’ONU, ancora oggi viene imputato al solo Powell che ne fu voce, mentre le responsabilità erano di una classe dirigente intera e del sistema imperialista americano.
Il liberalismo è maestro in questo: le storture, anche le più colossali, all’interno del proprio sistema rimangono “colpe individuali” senza mai mettere in discussione l’impianto politico ed economico; per gli altri paesi e sistemi, ogni singola incertezza, anche sui casi di responsabilità individuali, divengono generali “fallimenti di sistema“.


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