
Gli Stati Uniti hanno posto il veto a una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che avrebbe chiesto “pause umanitarie” nel conflitto israelo-palestinese e per consentire l’accesso degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza.
Già Sabato 14 Ottobre la Russia aveva tentato un primo passo significativo per una de-escalation, proponendo una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza ONU in cui si chiedeva “cessate il fuoco immediato, la fornitura e la distribuzione senza ostacoli di assistenza umanitaria, compresi cibo, carburante e cure mediche, nonché la creazione di condizioni per l’evacuazione sicura dei civili bisognosi“, con l’ovvia “condanna di tutte le violenze e le ostilità dirette contro i civili e tutti gli atti di terrorismo”. L’ambasciatore russo Vassily Nebenzia commentava: “Siamo convinti che il Consiglio di sicurezza debba agire per porre fine allo spargimento di sangue e riavviare i negoziati di pace al fine di stabilire uno Stato palestinese come avrebbe dovuto fare molto tempo fa“, sostenendo la risoluzione come un “testo puramente umanitario“.
Accolta positivamente dalla Cina e altri 3 membri non permanenti del consiglio, la risoluzione è fallita il 16 Ottobre per il voto contrario di Francia, Giappone, Stati Uniti e Regno Unito.
Il nuovo testo votato il 18 Ottobre e redatto dal Brasile esortava Israele (senza nominarla) a revocare il suo ordine ai civili e al personale dell’ONU a Gaza di spostarsi a sud, condannando “gli attacchi terroristici di Hamas“, tutte le violenze e le ostilità contro i civili e il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi, nonché l’accesso degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza.
La Russia ha aggiunto 3 emendamenti, il primo per un immediato cessate il fuoco umanitario, il secondo per una condanna agli attacchi indiscriminati sulla Striscia di Gaza, il terzo per una condanna all’attacco dell’ospedale battista Al-Ahli di Gaza, questo per bilanciare la bozza di risoluzione brasiliana che condannava l’attacco di Hamas ma non menzionava nulla sulle azioni di Israele. Gli emendamenti sono stati subito respinti dal Consiglio di Sicurezza.
12 paesi hanno votato a favore della risoluzione (ne bastano 9 per l’approvazione), ma gli Stati Uniti hanno applicato il diritto di veto, votando contro e facendo decadere la risoluzione.
Il Consiglio di Sicurezza ONU è composto da 5 membri permanenti con diritto di veto (Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, USA) più 10 membri non permanenti eletti ogni due anni.
La votazione si è così composta:
– Voti favorevoli: 12 (Albania, Brasile, Cina, Ecuador, Francia, Gabon, Ghana, Giappone, Malta, Mozambico, Svizzera, Emirati Arabi Uniti)
– Voti contrari: 1 (Stati Uniti)
– Astenuti: 2 (Russia, Gran Bretagna). (L’astensione delle Russia è per via del rifiuto dei tre emendamenti, così commentato dall’ambasciatore: “se questi non sono inclusi nell’attuale bozza, non aiuterebbe ad affrontare la situazione umana a Gaza e a polarizzare le posizioni della comunità internazionale“).

L’ambasciatrice degli Stati Uniti all’ONU, Linda Thomas-Greenfield, ha giustificato il veto perché la risoluzione “non menziona e sottolinea i diritti di Israele all’autodifesa“. A livello storico, Washington tradizionalmente protegge il suo alleato da qualsiasi azione del Consiglio di Sicurezza.
Il Regno Unito ha motivato la sua astensione per gli stessi motivi sollevati dagli USA, aggiungendo che Hamas sta usando i civili palestinesi come scudi umani.
La risposta dell’ambasciatore russo Vasily Nebenzya è stata dura e diretta, prima sugli emendamenti: “il tempo delle metafore diplomatiche è finito da tempo. Chiunque non abbia sostenuto la bozza di risoluzione della Russia su questo tema è responsabile di ciò che accade. L’attuale bozza non ha un chiaro appello per un cessate il fuoco e non aiuterà a fermare lo spargimento di sangue”. In seguito sul decadimento della risoluzione: “quelle delegazioni che non hanno sostenuto o votato contro si sono opposte alla cessazione dello spargimento di sangue in Medio Oriente. Anche se sicuramente troveranno scuse formali, suoneranno deboli. Hanno fatto la loro scelta e dovranno assumersene la responsabilità”. Nello specifico sul veto USA, il diplomatico russo ritiene che abbia dimostrato che la retorica statunitense sul diritto internazionale e sui diritti umani è egoistica, dopo mesi di critiche sull’invasione russa dell’Ucraina: “Siamo stati testimoni ancora una volta dell’ipocrisia e dei doppi standard dei nostri colleghi americani”
Il voto è arrivato in mezzo alle crescenti tensioni nella regione, con folle di manifestanti scesi in strada in diversi paesi, soprattutto islamici, dopo che un missile israeliano ha colpito l’ospedale battista Al-Ahli di Gaza e l’uccisione di 500 palestinesi in gran parte donne e bambini, suscitando una violenta indignazione, fatto e situazione che pone un peso ancora maggiore al veto statunitense.
Abbiamo dedicato un articolo all’approccio delle tre principali potenze riguardo il conflitto in atto e la situazione nella Striscia di Gaza, l’articolo: L’approccio delle super-potenze. Cina: aiuti umanitari. Russia: cessate il fuoco. USA: armi e portaerei.
Fonti e citazioni:
- Gli Stati Uniti pongono il veto alla risoluzione delle Nazioni Unite sull’accesso umanitario a Gaza
- L’ambasciatore russo all’Onu chiede il cessate il fuoco nel conflitto tra Israele e Hamas
- Gli Stati Uniti pongono il veto alla risoluzione delle Nazioni Unite che chiede una pausa umanitaria nella guerra tra Israele e Hamas
- Oppositori degli emendamenti russi alla bozza del Brasile contro la fine dello spargimento di sangue in Medio Oriente
- Con 5 membri a favore e 4 contrari, il Consiglio di Sicurezza respinge la risoluzione della Federazione Russa che chiedeva un immediato cessate il fuoco umanitario nella crisi israelo-palestinese
- Crisi Israele-Gaza: gli Stati Uniti pongono il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza

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2 pensieri riguardo “Gli Stati Uniti pongono il veto alla risoluzione dell’ONU e negano l’accesso umanitario a Gaza.”