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Logica del “nemico” per ogni dissenso, anche sulla Palestina.

Esattamente come per il conflitto ucraino, la politica e l’informazione ufficiale applicano la logica del “nemico” con la finalità di repressione per ogni pensiero non allineato.

– I collettivi studenteschi e universitari sostengono da sempre la causa di liberazione palestinese. Tale supporto, per RaiDue, diviene “celebrazione degli attacchi terroristici di Hamas”, stravolgendo completamente significato e intenti.

– Contemporaneamente, durante una contestazione rivolta alla rettrice e al senato accademico de La Sapienza di Roma, che in seduta straordinaria ieri pomeriggio annunciavano una mozione di solidarietà ad Israele, la polizia schierata a difesa del rettorato ha represso violentemente gli studenti.

– il ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara ha disposto l’invio di ispettori in due istituti scolastici milanesi – l’Educandato statale Setti Carraro e il liceo Manzoni di Milano -, auspicando l’arresto degli studenti che stanno manifestando il loro sostegno alle azioni intraprese dalle sigle della resistenza palestinese, giustificata con la lotta contro l’«antisemitismo».

Innegabile che la repressione dell’ultimo anno e mezzo applicata ad ogni opinione non convergente con la linea NATO nel conflitto in Ucraina, sta influenzando e invadendo altri settori, creando nuovi casi di repressione dell’opinione che nel nostro paese non hanno precedenti, come in questo caso, in relazione alla questione palestinese.

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