Articoli del 2023 · Dal Mondo · Geopolitica · Poche righe

Il vecchio metodo dello shock-fake news anche in Palestina. Ci cadiamo ancora?

Provocare lo “shock” mediatico con la divulgazione di notizie terribili e raccapriccianti è una delle tecniche di divulgazione più utilizzate dai media liberali.

Notizie completamente prive di fondamento, prove ed evidenze, ma battute in contemporanea e in maniera compatta da tutte le agenzie e organi di stampa. Il certificato di “notizia certa” deriva dalla sola auto-referenzialità di tali testate occidentali, come BBC, CNN, per l’Italia i vari Corriere della Sera o il nuovo “ministero della verità” costituito da Open di Mentana.

Così, palesi fake news (termine che piace tanto oggi), ripetute da tutti a tappeto, nello stesso momento, divengono “verità provata e ufficiale“.

L’obiettivo è la deumanizzazione e imbarbarimento del nemico, montando e alimentando odio e repulsione negli animi degli spettatori, che riterranno “necessaria” l’eventuale azione violenta e repressiva “dei buoni” mediatizzati.

Stesso modus che prosegue da anni, come la falsa testimonianza di Nayirah al-Ṣabaḥ in Quwait sulla strage di neonati, la strage di Timisoara, l’attacco nel Golfo del Tonchino, Colin Powel con la finta antrace all’ONU, fino alle recenti Bucha in Ucraina, l’ospedale pediatrico attaccato dai russi a Mariupol e l’inesistente genocidio dello Xinjiang in Cina.

I casi ormai sono centinaia.

Lo stesso copione sta avvenendo in queste ore, con la notizia della decapitazione di 40 bambini da parte di Hamas, notizia senza la minima prova o conferma, immediatamente smentita sul campo, ma battuta come certa da ogni telegiornale.

Calcolando la ridondanza con cui i media liberali utilizzano le stesse identiche tecniche di persuasione emotiva, sarebbe il momento di non cadere più nella macabra trappola e percepire come inattendibili determinate “autorevoli” testate.

PS: piccola digressione storica. Qualcuno che andava in giro con le katane a decapitare bambini, c’è stato.
In due giorni, uccisero oltre 200.000 civili con tali metodi, 500.000 in un mese. Il luogo era Nanchino.
Tale paese, amatissimo da tutti, oggi nega tale fatto chiamando quel massacro “incidente”. Indovinate qual è?

Video esplicativo sulle recenti notizie:

Su Facebook: https://www.facebook.com/ilgiornaledelriccio/videos/288062627391580

Su Instagram il video è stato bannato

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