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Roma per la Palestina. Piazza Vittorio, 13 Ottobre. (Reportage fotografico)

Anche Roma ha risposto alla mobilitazione in sostegno della popolazione palestinese.
La Striscia di Gaza è in piena e grave crisi umanitaria, sotto l’incessante bombardamento dell’esercito israeliano su obiettivi civili e la totale mancanza di servizi primari come elettricità, acqua, materiale sanitario, cibo e carburante.

Nella stessa giornata è stata concessa l’autorizzazione ad un raduno internazionale delle giovanili dei partiti di destra ed estrema destra europee tra cui l’israeliano Likud, a cui ha fatto seguito una contro-manifestazione dei collettivi studenteschi antifascisti ed anticapitalisti a Piazzale Aldo Moro. Quando il corteo ha tentato di proseguire per Via dei Frentani, la polizia ha represso la contro-manifestazione antifascista con cariche. Gli studenti hanno poi proseguito verso piazza Vittorio per unirsi al sit-in in favore della Palestina, rendendolo ancor più partecipato.

Dopo aver stazionato di fronte i cancelli della piazza, lato Via Conte Verde, il sit-in si è evoluto in corteo fino a piazzale Tiburtino nel quartiere San Lorenzo.

La stampa mainstream ha diffuso la notizia della mobilitazione in maniera manipolatoria, trasformando il supporto per la Palestina e gli abitanti della Striscia di Gaza sotto genocidio ad una “apologia del terrorismo di Hamas”. Queste le prime battute di apertura dell’articolo de Il Foglio:
“La kefiah con le tarme. E’ tornata la sciarpa araba che, in Italia, da trent’anni, è la stoffa dell’imbroglio, il “boia Israele”, “maledetto Netanyahu, pezzo di merda”. Alle 18, a Piazza Vittorio,  Maia urlava senza sapere la traduzione italiana,  “con la vita e con il sangue chiediamo indietro Gerusalemme”. Rivolgendosi a Mirko intimava: “Restituisci la mia Peroni. L’ho pagata io”. Sedici anni ciascuno. I peggiori erano gli anziani della Cgil, gli esodati di Mao, a cui brillavano gli occhi nel vedere questi ragazzini smerciare volantini con la frase: “Eroica e sacrosanta risposta contro la politica di sterminio di Israele”. Si specchiavano felici lungo le vetrine con il  loro mantello pieno di acari. Alessandro Di Battista, il Kapucinski del Fatto, che ha convocato la Palestina, e questa manifestazione, era in ritardo causa traffico.

I paesi occidentali stanno vietando o reprimendo ogni manifestazione di sostegno alla Palestina, segnando un precedente storico. Ci sono state cariche e arresti della polizia a Parigi, Berlino, Londra e la già riportata repressione degli studenti a Roma presso La Sapienza.
Il movimento a favore della causa palestinese ha radici storiche molto forti in Europa, sia politiche che istituzionali, questa ondata di censura certifica lo stato dell’occidente, che non trovando più una controparte ideologica, intellettuale e politica al suo interno, monopolizza in maniera netta e spesso contraddittoria l’opinione “corretta e indiscutibilmente giusta“.
Come scritto in un articolo precedente: “innegabile che la repressione dell’ultimo anno e mezzo applicata ad ogni opinione non convergente con la linea NATO nel conflitto in Ucraina, sta influenzando e invadendo altri settori, creando nuovi casi di repressione dell’opinione che nel nostro paese non hanno precedenti, come in questo caso, in relazione alla questione palestinese.

A seguire, reportage fotografico della giornata:

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