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Roma per la Palestina: Manifestazione non autorizzata per il 5 Ottobre.


La manifestazione che si terrà oggi a Roma ha subito la solita strumentalizzazione mediatica che ci accompagna da un anno per il genocidio palestinese. Quella di oggi, però, ha un carico simbolico maggiore delle altre per molteplici motivazioni.

Per le precedenti manifestazioni palestinesi a Roma, a parte qualche caso specifico, la risposta della Questura è rimasta sul collaborativo. Stavolta, con la ricorrenza del 7 Ottobre alle porte, le pressioni da parte del Governo, che non può scontentare le ambascerie americane e israeliani, hanno portato alla totale assenza di trattativa, negando categoricamente l’autorizzazione.
La manifestazione sarà “non autorizzata”.
Sul piano governativo si aggiunge un elemento alle pressioni sulla Questura relativa all’approvazione del DDL sicurezza 1660, che va a completare lo “stato di guerra” dell’Italia (già in piena “economia di guerra”), in cui ogni tipo di dissenso è soffocato sul nascere per non interrompere l’appoggio e lo svolgimento bellico del Paese, introducendo reati di fatto politici e pene fortemente repressive, in un testo che rende a dir poco “nebulosi” i reati in cui si può incappare. Per citarne uno, 6 anni di carcere per “detenzione e diffusione di materiale con finalità terroristiche”: in un paese del blocco occidentale dove assistiamo da tre decenni alla etichettatura di ogni dissenso come “terrorista”, pone praticamente chiunque in una posizione di potenziale accusato per un post o condivisione.

La città ha iniziato una “blindatura” già da ieri, con blocchi alle stazioni e ai caselli autostradali, pressioni alle società di noleggio pullman, leggendo una nota della Questura: “servizi a cerchi concentrici attorno a piazzale Ostiense fin dai caselli autostradali e lungo le direttrici che portano al centro di Roma e diventeranno sempre più stringenti”.

Le provocazioni sono e saranno sempre una trappola per ogni manifestazione, nulla di nuovo, ma una nota dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri pone la giornata di oggi su un piano inedito: hanno annunciato sui social che gli scontri ci saranno. Sicuri.
Nel post (che trovate in seguito completo ) leggiamo: “Questo, ovviamente, creerà uno scontro con gli operatori dell’Ordine Pubblico che dovranno limitare le ingerenze di quest’orda” e ancora “auspichiamo la mano forte del Governo”.
Oltre all’immane gravità del “preannunciare” uno scontro, pone un giudizio politico e denigratorio su chi manifesta contro il genocidio del popolo palestinese, definendoli (citando) “orde di malintenzionati delinquenti”, “buonisti”, inaccettabile da parte di chi riveste un ruolo nell’esecutivo.

Per queste ragioni, sarà di primaria importanza la partecipazione. Per la Palestina e contro il genocidio, ma di pari passo contro un DDL da stato di guerra che comincia a seminare già da oggi.
Di pari passo, non accettare o prestarsi a provocazioni, che non mancheranno. Sul tema, lascio il reportage esteso della manifestazione di un anno fa, del 28 Ottobre 2023 a Roma, che ha visto 50.000 persone in corteo e una serie di provocazioni iniziali, proprio a Piazzale Ostiense.

Il post dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri

L’articolo:

Report esteso:

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