
Tra le regole basilari della propaganda c’è il diversificare i termini e gli appellativi utilizzati in base al soggetto. Per la stessa situazione, se ne useranno alcuni per “noi” e chi è “con noi“, opposti per gli “altri” o per chi deve essere considerato come “altro“, generando un doppio standard percettivo per la medesima circostanza.
L’informazione occidentale è colma di esempi. Uno non troppo lontano, nel periodo delle guerre contro Afghanistan ed Iraq (in Italia Governo Berlusconi 2), venne stilata una formale lista di “parole vietate” nei TG, come “pacifisti” che andava necessariamente sostituito con “rivoltosi”, “facinorosi”, o l’indefinito “black bloc”.
In foto l’ennesimo titolo da doppio standard, in questo caso gentilmente offerto dal Sole24ore (ma tutti gli altri sono identici), in cui i bambini palestinesi nella scuola bombardata da Israele sono semplicemente “morti“, ma quelli israeliani, nella medesima circostanza, diventano “vittime“.
Inoltre, la notizia battuta in ogni dove in occidente è strapiena d’inesattezze date come “fatto certo” senza nemmeno un condizionale, dal missile che non era di Hezbollah ma del sistema di difesa missilistica israeliano, al definire gli altipiani del Golan “territorio israeliano“, quando è riconosciuto in sede ONU come territorio siriano occupato.
Nell’ascoltare continuamente una discrepanza verbale tra i soggetti citati, l’ascoltatore introietterà e formerà un doppio standard emotivo che delinea il proprio pensiero e atteggiamento nei confronti dei suddetti soggetti.
Tradotto nella nostra casistica: un bambino morto americano, ucraino o israeliano ci coinvolgerà maggiormente rispetto ad un bambino palestinese, russo o siriano.
Concetto da tenere bene a mente in ogni notizia geopolitica, salda in queste ore critiche per il medio-oriente, dove il mantra utilizzato a ripetizione in ogni sede internazionale dagli Stati Uniti del “Israele ha il diritto di difendersi”, non vale per le altre nazioni, come Libano e Iran, che sono state continuamente violate nella sovranità territoriale da Israele con bombardamenti e attentati su civili ed eliminazione di personalità politiche e militari.
Ironico pensare che consideriamo “non attendibili e propagandistici” i media di nazioni che consideriamo competitor, come Cina e Russia, quando dai loro editoriali e servizi non traspare mai tale circostanza, con un’attenzione alla professionalità che, probabilmente, noi non abbiamo mai avuto.
Ci lasciamo con una perla del TG2, servizio pubblico, che in maniera quasi poetica annuncia oggi “un bang sonico nei cieli di Beirut” di un caccia israeliano, invece di parlare di violazione della sovranità territoriale di un paese sovrano da parte d’Israele, oltre ai ripetuti “bang” dei bombardamenti su quartieri civili.
