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10:25 – 2 Agosto 1980 – Stazione di Bologna.

Gli 85 morti del 2 Agosto 1980 ci ricordano ogni anno la ferocia della mescolanza politica e geopolitica tra fascisti, liberisti, statunitensi, NATO e la “democrazia liberale” occidentale con tutti i suoi apparati, dai servizi segreti, passando per le forze dell’ordine, fino alla magistratura.
Per soffocare quello che era stato il più grande movimento rivoluzionario e comunista d’occidente, dilaniarono nel sole d’Agosto 85 persone in gran parte bambini, bambine e madri che in treno si recavano verso la costa per una giornata di mare.
Questa è la “difesa della patria” che intende il fascismo, questi sono i “diritti umani” che rispetta il liberalismo americano.

A guardare l’occidente oggi, in particolare l’Italia, quella stessa barbarie è salda e ancorata al potere, oggi più di ieri, e miete le stesse vittime in casa e nel mondo. Quel mondo che ancora s’illude di tenere assoggettato.

Da un precedente articolo:

Spiegare (male e in maniera insufficiente) il fascismo ridicolo e tragico del ventennio non serve a molto, se non spieghiamo come quelle stesse persone, quello stesso apparato, quella stessa attitudine è rimasta, salda, nell’impianto repubblicano nel dopoguerra e quanto ancora ha avuto modo, soldi e mezzi per mietere vittime innocenti. Come quelle che a Bologna stavano andando in vacanza, in un maledetto 2 Agosto.

Forse è ormai troppo tardi, non abbiamo più grandi speranze per un morente occidente che si è totalmente affidato a tali ideologie reazionarie, ma il dovere ci ricorda di dover ricordare.
Soprattutto ora che abbiamo un governo che non solo apertamente sposa determinate posizioni, ma che con molti di quei protagonisti del terrorismo fascista ha collusioni, simpatie e foto ricordo.

Alle 10:25 del 2 Agosto 1980 viene fatto esplodere un ordigno all’interno della Stazione di Bologna, causando una delle maggiori stragi del terrorismo degli anni di piombo e della strategia della tensione; 85 morti e oltre 200 feriti e mutilati.
La strage, di matrice neofascista, vedrà condannati i fascisti dei NAR (gruppo già autore di decine di omicidi) Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro all’ergastolo, con molti esponenti di estrema destra indagati, tra cui Roberto Fiore e Massimo Morsello, futuri fondatori del partito neofascista “Forza Nuova”.

Come per altre stragi, non tutti hanno pagato o quanto avrebbero dovuto, nel processo furono molti i depistaggi e le inazioni, addirittura la Cassazione definì la sentenza d’appello:

“Illogica, priva di coerenza, non ha valutato in termini corretti prove e indizi, non ha tenuto conto dei fatti che precedettero e seguirono l’evento, immotivata o scarsamente motivata, in alcune parti i giudici hanno sostenuto tesi inverosimili che nemmeno la difesa aveva sostenuto”.

Vennero condannati per depistaggi l’ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, uomini di Stato e Licio Gelli, Maestro Venerabile della Loggia Massonica P2 che lui stesso così definiva:

“Con la P2 avevamo l’Italia in mano. Con noi c’era l’Esercito, la Guardia di Finanza, la Polizia, tutte nettamente comandate da appartenenti alla Loggia”.

In quegli anni, Presidente del Consiglio dei Ministri era Francesco Cossiga, uno dei fautori della strategia della tensione.

Questo è uno dei tanti episodi in cui lo Stato e le forze dell’ordine, su ordine e supporto statunitense, si servirono dei gruppi neofascisti per attuare la vergognosa strategia della tensione, mirata a contrastare le forze progressiste, rivoluzionarie e comuniste con atti terroristici, omicidi, provocazioni, propaganda, disinformazione e paura.

Un pensiero a quelle 85 vittime innocenti e a tutte le vittime di Stato.

Foto: da DinamoPress

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