
Negli ultimi anni Israele ha colpito e ucciso innumerevoli volte obiettivi iraniani, sia con azioni militari che terroristiche; solamente dal 7 Ottobre ad oggi ha ucciso 18 iraniani in Siria.
I 3 casi più eclatanti e provocatori sono stati:
l’uccisione del generale Qasem Soleimani nel 2020, con annesso siparietto con gli USA su di chi fosse il “merito” dell’assassinio;
l’attentato di gennaio a Teheran durante la cerimonia di commemorazione di Soleimani, che ha causato oltre 100 morti;
il bombardamento ad inizio mese a Damasco del consolato dell’Iran, in cui hanno perso la vita 13 persone.
Nonostante il superamento della “linea rossa” da parte d’Israele, diplomatica e militare, nessun paese occidentale ha condannato tali azioni.
Se per i casi precedenti la scelta è stata quella di non rispondere alle provocazioni, con l’attacco all’ambasciata su suolo siriano l’Iran si è trovata nella posizione di non poter rimanere, ancora, indifferente.
Un attacco dimostrativo è stato eseguito nella sera del 13 Aprile con missili balistici e droni su obiettivi militari di Tel Aviv e Gerusalemme. Parliamo di “dimostrazione” perché nessun attacco pensato per annichilire viene “pre-annunciato”, soprattutto nei cieli più controllati del mondo con il famigerato Iron Dome israeliano, che finora ha quasi completamente respinto l’azione.
L’attacco è stato così commentato dai diplomatici iraniani all’ONU tramite il social X:
“Condotta sulla base dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite relativo alla legittima difesa, l’azione militare dell’Iran è stata una risposta all’aggressione del regime sionista contro le nostre sedi diplomatiche a Damasco. La questione può dirsi conclusa. Tuttavia, se il regime israeliano dovesse commettere un altro errore, la risposta dell’Iran sarebbe notevolmente più severa. È un conflitto tra l’Iran e il regime canaglia israeliano, dal quale gli Stati Uniti DEVONO STARE LONTANI!”
Ovviamente, l’occidente ha prontamente condannato l’Iran.
Netanyahu e Israele cercano l’escalation nella zona mediorientale per coinvolgere direttamente USA e NATO nel conflitto, parimenti, gli Stati Uniti cercano di attivare quell’effetto domino che passando per l’Iran e poi attraverso la Russia, arrivi fino all’obiettivo militare principale, che è e rimane lo scontro con la Cina.
In queste prossime ore osserveremo se l’occidente utilizzerà anche questo evento indotto per giustificare le proprie ingerenze, nella certezza che verrà comunque utilizzato come prossimo tema di disinformazione e propaganda per prepararci ad accettare l’ormai folle riarmo e prossima entrata in guerra.

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