Articoli del 2024 · Conflitto israelo-palestinese · Dal Mondo · Geopolitica

Uccisione della bambina che telefonò alla MLR e la terminologia mediatica.

Hind Rajab

Esattamente come accade per ogni vicenda legata ai paesi “competitor” dell’occidente, i termini e vocaboli cambiano in base alla provenienza degli attori coinvolti, scadendo nel classico doppiopesismo di natura geopolitica, classista, sistemica.

La telefonata della bambina palestinese che, terrorizzata, richiede l’aiuto della Mezza Luna Rossa dopo essere stata bombardata in macchina con la sua famiglia ha profondamente scosso l’opinione pubblica, almeno di chi segue con attenzione le vicende del conflitto sui canali d’informazione estera e pagine social dedicate.
I due operatori sanitari della MLR inviati in soccorso della bambina, inizialmente dati per dispersi, sono stati colpiti dall’artiglieria israeliana con la conseguente morte dei due, la distruzione dell’ambulanza e la conferma dell’uccisione della bimba.
Interrogata sull’accaduto, l’ambasciatrice israeliana in Irlanda ha risposto che “bisogna comprendere che all’interno delle strutture sanitarie ci sono anche terroristi”.


Sui media occidentali (per chi l’ha riportata) la notizia della “bambina uccisa dall’esercito israeliano” è divenuta genericamente “bambina trovata morta“.
Lo stesso paradigma informativo che troviamo sul conflitto ucraino, come esempio il caso più grave: la “strage di Odessa” eseguita da nazisti organizzati divenuto “incendio“. Oppure, in senso più largo a livello geopolitico, navi da guerra nel Mar cinese meridionale che diventano “d’ingerenza” se cinesi, di “difesa” se americane o NATO (di fronte alle coste sovrane della Repubblica Popolare Cinese).

Il caso della bambina dimostra ancora che non c’è nessuna guerra al terrorismo, ma un atto deliberato di genocidio. E ricordiamo, che gli USA “non hanno constatato atti di genocidio in Palestina“, ma li vedono in Xinjiang, area geografica in costante crescita da 70 anni, basandosi sullo “studio” di un mitomane finanziato da una setta anticomunista.

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