
L’assedio sulla striscia di Gaza ha superato in questi giorni i 23.000 morti, di cui oltre 9.000 costituiti da bambini.
L’8 Dicembre, il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha utilizzato lo strumento più “potente” a sua disposizione, l’articolo 99 della Carta delle Nazioni Unite che lo autorizza a porre all’attenzione del Consiglio di sicurezza ogni questione che possa minacciare il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Il Segretario ha riferito un dato inedito del conflitto in atto, l‘uccisione di oltre 130 membri e osservatori delle Nazioni Unite da parte dell’esercito israeliano, commentando: “questa è la più grande perdita di vite umane nella storia di questa Organizzazione. Alcuni membri del nostro staff portano i loro figli al lavoro in modo che sappiano che vivranno o moriranno insieme”. Mentre sul piano umanitario “la situazione sta semplicemente diventando insostenibile, non esistono più le condizioni per un’efficace consegna degli aiuti umanitari“. Guterres ha comunque ribadito la sua “condanna senza riserve” degli attacchi di Hamas contro Israele del 7 ottobre.
L’articolo 99 non veniva utilizzato da ben 34 anni, dal conflitto in Libano del 1989, in cui il Consiglio votò favorevolmente per il cessate il fuoco.

Il tentativo di bloccare “almeno” il massacro in atto con l’imposizione di un cessate il fuoco è stato proposto e mediato più volte in questi due mesi, in testa Russia e Cina tra i promotori, tentativi falliti per l’opposizione dei paesi occidentali, come Gran Bretagna, Francia e Giappone, ma soprattutto con lo strumento del veto degli Stati Uniti d’America, in quanto membro permanente del Consiglio di Sicurezza ONU, ne abbiamo parlato dettagliatamente qui: Gli Stati Uniti pongono il veto alla risoluzione dell’ONU e negano l’accesso umanitario a Gaza.
Il discorso del Segretario che ha preceduto il voto del Consiglio di Sicurezza ha così esortato e concluso: “esorto il Consiglio a non risparmiare alcuno sforzo per spingere per un immediato cessate il fuoco umanitario, per la protezione dei civili e per la consegna urgente di aiuti salvavita”, ricordando anche l’importanza della soluzione dei due Stati, basata sulle risoluzioni delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale: “questo è vitale per gli israeliani, i palestinesi e per la pace e la sicurezza internazionale. Gli occhi del mondo – e gli occhi della storia – stanno guardando“.

La risoluzione è stata ampiamente accettata dalla comunità internazionale, tanto da essere controfirmata da 90 paesi membri delle Nazioni Unite.
Al voto presso il Consiglio di Sicurezza, 13 paesi hanno votato a favore con l’astensione della sola Gran Bretagna, così ponendo le condizioni per la sua approvazione, ma come nei casi precedenti gli Stati Uniti d’America hanno votato contro e posto il veto, facendo decadere la risoluzione.
Spesso l’occidente liberale, in particolare l’informazione statunitense, utilizza l’espressione “dell’opinione internazionale” per giustificare sé stessa, prendendo in considerazione l’opinione dei soli paesi del proprio blocco, ignorando completamente il restante 75% del pianeta, con un ragionamento colonialista nemmeno troppo velato. In questo caso, le scelte degli USA stanno andando non solo contro l’effettiva opinione governativa e pubblica del pianeta intero, ma anche a quella interna al proprio sistema, che a parte qualche appendice più fedele (si veda l’astensione insensata della Gran Bretagna), ha espresso una linea opposta, se non sulle dinamiche imperialiste (che purtroppo rimangono), almeno sulla questione umanitaria e del genocidio in atto. Altro esempio, l’ennesima (sono centinaia ormai) votazione a favore della rimozione dell’embargo a Cuba, con 187 voti a favore da parte di tutta la comunità internazionale, voti contrari solo USA e Israele, astensione dell’Ucraina: dov’è il rispetto della “comunità internazionale”, in questo caso, nel continuare a mantenere un embargo anacronistico?

Gli Stati Uniti stanno palesemente, in maniera piuttosto affannata e goffa a livello diplomatico, dimostrando ancora che la minaccia alla stabilità, alla sicurezza e alla pace internazionale è e rimane la tentacolare macchina bellica e imperialista statunitense con gregari annessi, unico settore in cui le autodefinitosi “democrazie” liberali mantengono un pericoloso campo di gioco. Di fronte ad un genocidio in atto, scelte di questo genere “denudano” il Re in questione, ponendo ogni tentativo mediatico di giustificazione goffo, grottesco, esattamente come i titoli e gli editoriali che leggiamo su BBC, New York Times o Repubblica e Open di Mentana rimanendo in Italia.
Alla luce attuale, ogni accusa alle controparti, russe, iraniane o cinesi che siano, si perdono nella retorica e nel mero occidentalismo di ottocentesca fattura.
FONTI E LINK:
- Gli Stati Uniti pongono il veto alla risoluzione su Gaza che chiedeva un “immediato cessate il fuoco umanitario”
- General Assembly: 26th plenary meeting, 78th session

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Un pensiero riguardo “Guterres (ONU) invoca l’articolo 99 per il cessate il fuoco, il mondo approva, il veto USA blocca ancora la risoluzione.”