Articoli del 2022 · Conflitto in Ucraina · Dal Mondo · Geopolitica · Storia · Unione Europea

Le radici della crisi ucraina. I perché dello scontro fra Russia e NATO. – Video

La tensione diplomatica in Ucraina, attuale campo di scontro principale tra Russia e NATO, è aumentata a dismisura negli ultimi giorni, con azioni e provvedimenti da parte dei membri del Patto Atlantico che non lasciano presagire nulla di positivo.
La scorsa notte gli Stati Uniti d’America hanno inviato il primo carico da 90 tonnellate di aiuti militari al governo filo-NATO ucraino, annunciato così dall’Ambasciata USA: “Il primo carico per l’assistenza all’Ucraina recentemente deciso dal presidente Biden è arrivato stasera. Il carico include circa 90 tonnellate di materiali letali, tra cui munizioni per i difensori dell’Ucraina in prima linea”. Questo, che a quanto pare è il primo di una serie, si aggiunge ai 650 milioni di dollari che gli USA hanno fornito come aiuti militari all’Ucraina solo nel 2021.
Mentre è di poche ore fa l‘ordine di rimpatrio per tutto il personale non essenziale dell’ambasciata americana, primariamente familiari, invitando anche tutti i cittadini statunitensi sul suolo ucraino a lasciare il paese il prima possibile, dato che, leggiamo sulla nota dell’Ambasciata «le condizioni di sicurezza, in particolare lungo i confini dell’Ucraina, in Crimea e nella zona orientale dell’Ucraina, attualmente occupate dalla Russia, potrebbero peggiorare con poco preavviso, in modo imprevedibile»
L’ambasciata tedesca segue la stessa linea organizzando l’evacuazione dei dipendenti, come riferito dal quotidiano Bild che afferma “gli Usa sono in una fase già più concreta e dovrebbe iniziare l’evacuazione della loro sede diplomatica già lunedì”, a cui si aggiunge anche l’ambasciata australiana.

Attualmente si registrano grandi spostamenti di carri armati, mezzi pesanti, unità aeree e truppe verso i confini di Romania, Moldavia (con un possibile attacco alla Transnistria, repubblica indipendente non riconosciuta all’ONU e sotto protezione russa, nel 2014 chiese un’annessione formale alla Russia sul modello della Crimea), Bulgaria e paesi baltici. I membri NATO che hanno dato immediato appoggio agli USA sono attualmente la Gran Bretagna, che già da Dicembre ha intensificato il proprio contingente in Estonia, e la Spagna: il capo del dipartimento della difesa spagnolo, Margarita Robles, ha annunciato lo schieramento di aerei da combattimento spagnoli al confine ucraino, che si aggiungono alle navi da guerra spagnole nel Mar Nero, la nave pattuglia “El Meteoro” e la fregata “ESPS Blas de Lezo”.
Unica voce discordante all’interno della NATO è stata quella del capo della marina tedesca Achim Kay Schoenbach, che ha definito improbabile l’invasione dell’Ucraina da parte russa, addirittura “sciocco” credere a questa idea, aggiungendo “probabilmente il Cremlino vuole esercitare un po’ di pressione, perché Putin sa di poterlo fare. Così può dividere l’Europa. Quello che Putin vuole davvero è rispetto. È facile dargli il rispetto che vuole e che, probabilmente, merita anche”. Tali parole sono costate l’immediata sollevazione dal suo incarico, presentata come dimissione spontanea.

Neo-nazisti del Battaglione Azov.

Tutto lascia presagire ad un attacco a breve termine verso il Donbass, le regioni a maggioranza russa che vivono in stato di guerra civile dal 2014, per proseguire diretti verso i confini russi.
(Aggiornamento del 22/02: l’attacco si è poi verificato. Nelle due settimane che vanno dal 7 al 21 Febbraio, l’esercito ucraino ha bombardato massicciamente e senza sosta le città di Donetsk, Gorlovka, Lugansk e Makeevka, puntando ad obiettivi civili, come l’asilo nido di Stanytsia Luganska, notizia riportata sui media occidentali come “attacco dei filorussi“. La popolazione è stata evacuata dentro i confini russi, nella regione di Rostov.
Cinque sabotatori dell’esercito ucraino sono stati bloccati in territorio russo.)

L’asilo nido di Stanytsia Luganska


Gli ultimi 20 anni sono stati segnati dal continuo avanzamento territoriale e provocazioni da parte della NATO nei confronti della Russia.

PUò INTERESSARTI: Un giro in carro armato sul confine russo. La “non provocazione” della Ministra britannica.

Il coro mediatico in questi giorni sta proseguendo con la narrazione filo-occidentale, che descrive la Russia come provocatoria e pronta all’invasione, nonostante gli 8 anni di richieste di negoziati sempre disattesi, preparando psicologicamente l’opinione pubblica alla “necessaria” risposta bellica della NATO.
Un esempio della fantapolitica che ci viene continuamente proposta è riassumibile in questo pezzo:

Ma come siamo arrivati a tali circostanze? Quali sono le radici della disputa ucraina?

Un breve video di Brian Becker, a cui abbiamo aggiunto i sottotitoli in italiano, riesce a rispondere a molte domande, riportando la narrazione politica e storica sui corretti binari, a cui ci auguriamo faccia seguito una ricerca personale approfondita e non sui soli canali mediatici e social.

Prima del video, i “punti fissi” che spesso ampliano i nostri articoli, per dare in poche righe un orientamento sugli argomenti trattati, cercando di smentire luoghi comuni, parlare di quello che viene eluso:

  • il termine “separatisti filo-russi“, continuamente utilizzato dai nostri giornalisti per riferirsi alle popolazioni del Donbass, è pretestuoso.
    Nel 2014 un cambio molto repentino del governo presieduto da Viktor Janukovyč, caduto a seguito di violentissimi scontri di piazza e conseguente assalto al parlamento, è stato dipinto come “vittoria della democrazia” dai nostri media e dalla nuova classe dirigente ucraina, ma percepito da una larga parte della popolazione come un golpe che ha sostituito il governo democraticamente eletto con uno filo-UE su ingerenza straniera; per queste motivazioni non hanno accettato l’attuale situazione, non per “filo-russismo”. Inoltre, termine affibbiato ad una popolazione che vive in regioni a maggioranza russa, etnicamente e culturalmente (per questo, vedi punto 3).
  • La “vittoria della democrazia” è il termine più utilizzato per descrivere le proteste di Maidan, su cui ricorderemo i comunicati di solidarietà da parte di tutte le forze politiche, in prima fila il Partito Democratico italiano.
    Le proteste furono condotte da gruppi neo-nazisti inquadrati in reparti militarmente organizzati ed addestrati, come per i partiti Svoboda e Pravyj Sektor, che misero la bandiera rosso-nera collaborazionista con la Germania di Hitler accanto a quella dell’Unione Europea.
    Sul palco di Piazza Maidan, il Senatore statunitense John McCain fomentava la folla all’assalto del parlamento.
    Il culmine fu la Strage di Odessa presso la casa dei sindacati, dove i neo-nazisti hanno massacrato, stuprato e arso vivi/e 48 antifascisti/e (numero ufficiale), liquidato come “fatalità” dalle autorità.
    Nel nuovo governo filo-UE e filo-NATO, il partito neo-nazista di Svoboda ricevette 3 ministeri, il vicepremierato e il Consiglio Nazionale di Sicurezza e Difesa. Vennero promulgate leggi che tuttora vietano l’utilizzo della lingua russa (in zone storicamente russe); si riabilitarono i collaborazionisti nazisti come “eroi della patria“, primo fra tutti Stepan Bandera, con una campagna di distorsione e riscrittura della storia; messa al bando dei partiti che richiamano alle idee socialiste e comuniste.
    Un numero imprecisato di aggressioni, atti di vandalismo, uccisioni e stupri venne e viene perpetrato, nella sicurezza dell’impunità, nei confronti di persone di etnia e cultura russa, ebraica, esponenti o militanti di sinistra.
  • Come qualsiasi nazionalismo, il nuovo governo e i settori di estrema destra che lo compongono fanno riferimento ad una “grande Ucraina” e ad un concetto di “suolo patrio” che non trova riscontro in nessun libro di storia. Il territorio propriamente “ucraino”, storicamente e culturalmente, corrisponde a meno del 20% dell’attuale; i territori annessi furono in larga parte concessioni, zariste prima e sovietiche poi, per ragioni puramente amministrative (foto in basso). La stessa capitale Kiev è una delle città storiche russe più importanti, definita madre di tutte le città della Rus’.
    Tuttora le parti orientali dell’Ucraina, compresa la penisola di Crimea, contano una popolazione di cultura e lingua russa che supera l’80%.
  • La NATO è ormai in diretto contatto con i confini russi; i cosiddetti “territori cuscinetto”, che garantiscono margine di sicurezza per entrambe le parti, sono saltati da oltre 30 anni.
    La possibilità di colpire con missili balistici i punti sensibili e le città russe da parte della NATO è ormai scesa a pochi minuti. L’espansione dei territori NATO dal 1990 in poi vanno contro gli stessi accordi che vennero stipulati con URSS e Russia, volti a non aumentare le tensioni dopo la dissoluzione del blocco sovietico, tentando di mantenere il difficile equilibrio europeo che si era creato nel periodo della guerra fredda.
    Leggiamo da un articolo della George Washington University:
    gli esperti, dopo aver analizzato i numerosi documenti declassificati negli ultimi anni, hanno concluso che alti funzionari degli Stati Uniti, che a quel tempo univano Germania e Gran Bretagna, garantirono davvero al leader sovietico Mikhail Gorbachev e il ministro degli Esteri Eduard Shevardnadze che la NATO non si sarebbe avvicinata ai confini russi e ai paesi dell’Europa orientale. Nessuna delle promesse fatte dall’Occidente in merito alla non espansione della NATO si è tradotta in accordi concreti.”
  • Gruppi d’estrema destra, nazionalisti, milizie armate addestrate dalla CIA, hanno ricevuto milioni di dollari negli ultimi 30 anni da parte degli USA, sia sotto forma di denaro che come armi.
    Il flusso di capitali è giustificato tramite le ONG per la “diffusione e promozione della democrazia“, copione d’ingerenza già utilizzato in svariati paesi. Come letto nell’ultimo comunicato, solo nel 2021 gli USA hanno fornito 650 milioni di dollari in armamenti.

LE RADICI DELLA CRISI UCRAINA – VIDEO

Per comprendere al meglio la successione degli eventi dal 2004 in poi, consigliamo la visione del documentario Ukraine on fire di Oliver Stone, che abbiamo caricato e sottotitolato su YouTube.

Aggiornamento:
Condividiamo l’intervento di Alberto Fazolo alla conferenza stampa del 9 Febbraio presso il Senato sulla situazione in Ucraina. Aggiornamento: Facebook ha bloccato l’incorporazione del video.

Otto anni di censura sul conflitto ucraino

I nazisti ucraini del Battaglione Azov

Crimini e aggressioni di USA e Nato in sintesi. Parla lo storico Daniele Ganser.

CONSIGLI PER LA LETTURA:

  • Donbass – La guerra fantasma nel cuore d’Europa, Sara Reginella, Exorma editore.

ARTICOLI Possono interessarti anche:

Come possiamo parlare di Memoria se la distruggiamo? – La rimozione della statua del Maresciallo Konev.

Un giro in carro armato sul confine russo. La “non provocazione” della Ministra britannica.

Di ritorno dalla Russia… Un ringraziamento.

“Da Maidan al Myanmar. Lo show delle rivoluzioni colorate.” di Laura Ruggeri

Ritiro dall’Afghanistan tra commenti fuori luogo e poca memoria. Qualche “punto fisso” per orientarsi.

Link, fonti e citazioni:

RIPRODUZIONE RISERVATA.
ARTICOLO SCRITTO PER “IL GIORNALE DEL RICCIO”,
VIETATO COPIARNE IL CONTENUTO ANCHE PARZIALE SU ALTRI SITI.
CHIEDIAMO GENTILMENTE DI CONDIVIDERE DIRETTAMENTE IL LINK DELL’ARTICOLO E RELATIVI SOCIAL.
GRAZIE PER LA DIFFUSIONE.

Sostieni il sito

Ogni articolo o servizio fotografico è realizzato per una fruizione gratuita. Ma contenuti di qualità richiedono tempo e (purtroppo) denaro. Se hai apprezzato qualcosa e vuoi sostenere il sito, il Riccio ringrazia!

2,00 €

Donazione una tantum

Scegli un importo

€2,00
€5,00
€10,00

O inserisci un importo personalizzato


Apprezziamo il tuo contributo.

Fai una donazione

4 pensieri riguardo “Le radici della crisi ucraina. I perché dello scontro fra Russia e NATO. – Video

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...