Articoli del 2021 · Cina · Crisi Covid-19 · Dal Mondo · Geopolitica

USA, una storia di attacchi senza prove: Biden prosegue con la (smentita) teoria del complotto di Wuhan.

Nonostante centinaia di articoli scientifici occidentali hanno continuamente smentito la fake news, con annessa ispezione nei laboratori di Wuhan (polo internazionale di ricerca, non solo cinese), continuiamo a leggere articoli e accuse che gettano dubbi e timori da film hollywoodiano.

La strategia della diffusione di notizie false non appartiene solo all’amministrazione del “presidente cattivoTrump, ma continua e prosegue, in maniera anche peggiore, con quella democratica di Biden, a conferma che il problema è radicato nel sistema statunitense come prassi.

L’obiettivo rimane sempre uno, un discredito continuo della Cina, un attacco mediatico su qualsiasi appiglio possibile, anche il più folle, rimpallato su qualsiasi organo di stampa occidentale.

Ricordando che, tratto da un nostro articolo: “Volendo puntualizzare date e periodi, come affannosamente fa il giornalismo occidentale, ricordiamo che casi gravi di problemi respiratori con sintomi attribuibili al Covid-19 negli USA, erano riscontrabili fin da LUGLIO 2019, precisamente in North Carolina.”(…)”da studio dell’Università di Siena e Istituto tumori di Milano, il virus del Sars-Cov2 circolava in Italia in maniera certa da ESTATE 2019; campioni di sangue prelevati a Settembre 2019 e soggetti a controllo, circa mille, sono risultati affetti da Covid l’11,6%. Studio (pubblicato e certo) che non trova mai così grande risalto sulla stampa nostrana, quando si parla di date e virus.”

Qui l’articolo: Ennesima fake news del New York Times su Wuhan, smentita dagli scienziati dell’OMS.

I laboratori di Wuhan sono stati aperti con massima collaborazione ad ispettori occidentali, cosa che non avviene mai negli Stati Uniti, a parti invertite. Di qualche giorno fa la risposta del portavoce del Ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian all’ennesima esasperante accusa: “Se gli Usa vogliono una ricerca trasparente aprano Fort Detrick e i suoi laboratori biologici”.
Laboratorio in cui, se dobbiamo seguire a tutti i costi ragionamenti complottistici, getta ancor più dubbi, mai smentiti da studi e collaborazione istituzionale, rispetto al laboratorio di Wuhan.

Prosegue il portavoce cinese: “la ricerca dell’origine del virus è una questione scientifica. Lo scopo è migliorare la comprensione umana del virus e una migliore protezione contro le malattie infettive in futuro.
Dopo lo scoppio della pandemia, la Cina ha preso l’iniziativa per sostenere l’OMS nella conduzione di ricerche sulla tracciabilità dell’origine su scala globale. Dal 14 gennaio al 10 febbraio di quest’anno, il team di esperti internazionali dell’OMS ha svolto uno studio approfondito a Wuhan insieme agli esperti cinesi per circa un mese. Esperti di entrambe le parti hanno effettuato congiuntamente viaggi sul campo, analizzato un gran numero di statistiche, pubblicato un autorevole rapporto di studio e raggiunto molte conclusioni significative. Questo studio congiunto ha promosso attivamente il tracciamento dell’origine a livello globale.
Alcune persone negli Stati Uniti parlano di ‘fatti’, quando ciò che realmente hanno in mente è la manipolazione politica. Ogni volta che viene sollevata la questione della pandemia, diffamano e attaccano la Cina, ignorando totalmente i dubbi sul lavoro di rintracciamento dell’origine e sul fallimento della risposta alla pandemia negli Stati Uniti. Sono ossessionati dalla diffusione della “teoria del lab leakage” e di altre teorie del complotto e della disinformazione. Ciò che hanno fatto è stata una totale mancanza di rispetto per lo spirito della scienza e dei risultati della ricerca del team di esperti dell’OMS e mina gli sforzi antiepidemici globali e la solidarietà.
Se la parte statunitense richiede davvero un’indagine completamente trasparente, dovrebbe seguire l’esempio della Cina di invitare gli esperti dell’OMS negli Stati Uniti, aprire Fort Detrick e bio-lab all’estero al resto del mondo e divulgare i dati e le informazioni dettagliate sugli inspiegabili focolai di malattie respiratorie nel nord della Virginia nel luglio 2019 e l’epidemia di EVALI in Wisconsin. Esortiamo gli Stati Uniti e altri paesi interessati a cooperare con l’OMS in modo scientifico, aperto e trasparente.”

Questa campagna d’attacco mediatico irresponsabile sta generando un’ondata d’odio contro gli asiatici di proporzioni enormi in occidente, sovrapponibile a quella d’inizio secolo, che sta mietendo morti e feriti gravi, senza alcun risalto nei nostri organi d’informazione. L’obiettivo, come spesso abbiamo avuto modo di mettere in risalto, è lo scontro con la Cina, non più commerciale o ideologico, ma direttamente militare, unico campo in cui il blocco occidentale, rappresentato dalla NATO, ha una timida possibilità nell’arginare l’avanzata cinese, ormai in ogni campo.
Citando una riflessione in un nostro articolo: “Il disegno di questi attacchi propagandistici è il costruire nelle menti occidentali quella diffidenza, quella paura, quella riluttanza nei confronti di un paese che andrebbe capito, studiato e lodato per i risultati che ha ottenuto in un periodo così breve e con benefici per così tanti, che portano a quel malsano senso di “superiorità morale” che ci prepara ad accettare l’assurdo contro il “mostro” di turno.Mentre stiamo buttando 50 anni di ottimi rapporti diplomatici con la Cina, quello che ci ostiniamo a non comprendere qui in Italia è che, stavolta, il cambio di sponda all’ultimo minuto non ci sarà d’aiuto.”

Per chi ancora mantiene uno scetticismo nei confronti del paese asiatico, tenga a mente da chi arrivano le accuse. Senza citare mille altre occasioni, in foto d’apertura, abbiamo Colin Powell, Ex Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, che alle Nazioni Unite mostra come prova una “fiala di antrace”. Con quella fialetta riempita col talco, hanno giustificato l’invasione di un paese, l’Iraq, costato la vita a un numero imprecisato di vittime, in gran parte civili (stime contrastanti, superiori comunque ai 1,2 milioni di morti).

Veramente vogliamo continuare a dare credito a nazioni con un tale passato di menzogne?

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